Home Cronaca Attentati ai danni dell’avvocatessa Giambra, sospetti mandanti si difendono

Attentati ai danni dell’avvocatessa Giambra, sospetti mandanti si difendono

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Respingono le accuse i due presunti mandanti di attentati incendiari ai danni di una nota penalista entrata a più riprese nel mirino degli attentatori. È stato un interrogatorio fiume, andato avanti per oltre un paio di ore, quello di Rosario Davide Alba – assistito dall’avvocato Antonio Ingroia – accusato di tentata estorsione, atti persecutori, incendio e danneggiamento seguito da incendio, peraltro tutti aggravati dal metodo mafioso. Secondo l’impianto accusatorio lui sarebbe stato il mandante di tutti gli episodi che hanno interessato l’avvocatessa di Serradifalco, Maria Giambra. Ed è per questioni di soldi, che avrebbe preteso dalla stessa penalista per una sorta di richiesta trasversale, che – secondo l’accusa – avrebbe ordinato i danneggiamenti. Contestazioni che l’indagato ha respinto fermamente. È la via del silenzio, invece, che ha scelto il trentacinquenne Francesco Nugara – i suoi genitori sono di Montedoro – che , assistito dall’avvocato Giovanni Salvaggio -, è comparso anch’egli al cospetto del gup Valentina Balbo perché chiamato in causa per incendio. E al giudice ha affidato una memoria basata pure su indagini difensive del suo avvocato, che fornirebbero un alibi per contrastare la tesi dei pm secondo cui, in auto, avrebbe accompagnato un bracciante romeno per una ispezione nei luoghi dove poi si sarebbe consumato un incendio d’auto ai danni dell’avvocatessa Giambra. Ma in quel giorno Nugara, secondo la difesa, sarebbe stato impegnato perché colpito da un lutto per la morte del suocero e in tanti sarebbero stati in sua compagnia per quell’intera giornata del 2 gennaio del 2020 che, invece, l’altro avrebbe indicato come data del sopralluogo. Ad additarlo sarebbe lo stesso romeno già arrestato nel luglio scorso tra le pieghe di questa inchiesta come presunto autore materiale del rogo che il 18 gennaio del 2020 ha distrutto una Peugeot 3008 e la tettoia della villetta della stessa penalista finita nel mirino. E il trentacinquenne avrebbe fornito anche una spiegazione, legata sostanzialmente a questione di donne, per cui l’altro – secondo la sua tesi – lo avrebbe tirato in ballo per vendetta. Ai danni della professionista tra il 7 novembre del 2018 e il 20 luglio 2021 sono stati messi a segno tre attentati incendiari con obiettivi auto e , per ultimo, alcuni colpi di pistola sparati contro l’abitazione della stessa avvocatessa.

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