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Centro quarantena a Pian del Lago, Cnl e MoVi propongono e sollecitano soluzioni

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Caltanissetta – Focus sulle criticità del centro quarantena per stranieri a Pian del Lago. Sono stati prefettura e questura di Caltanissetta ad affrontare la questione sull’onda del documento a firma della  federazione provinciale stranieri e immigrati – Cnl, con il Mo.V.i. di Caltanissetta, la “Casa delle Culture e del volontariato”,  “Caltanissetta antirazzista” e l’associazione Migranti Solidali.

A un primo incontro – svolto in prefettura alla presenza del vicario Massimo Signorelli-  hanno partecipato il questore Emanuele Ricifari, il dirigente dell’ufficio immigrazione Fabio Lacagnina, l’avvocato Delia Perricone per la federazione provinciale stranieri e immigrati e di Filippo Maritato per il Movi.

Dai lavori è emerso che sarà valutata la possibilità di interventi di adeguamento strutturale per « compartimentare gli alloggi e quindi delimitare e restringere le aree comuni», come indicato nel documento. «Non è comunque esclusa da parte degli organi istituzionali competenti la possibilità di disporre e individuare un altro sito adeguato alla quarantena, così come richiesto nel documento… la scelta  sarebbe  certamente  auspicabile  tenuto  conto  che  oggi  eventuali interventi potrebbero ripercuotersi sull’attività lavorativa degli operatori della cooperativa», è stato spiegato.

È stato chiesto di decentrare il centro quarantena in strutture idonee «non vanificherebbe l’obiettivo nè comporterebbe eventuali disagi», è stato ribadito.

«Per quanto riguarda invece la questione legata al diritto a formalizzare la domanda di protezione internazionale, è stato manifestato l’impegno a valutare e attivare le modalità per consentirne la procedura», hanno aggiunto i firmatari del documento.

Gli stessi hanno però osservato che «pur dando atto dell’impegno e dell’interesse mostrato alla risoluzione della questione sia dalla prefettura che dalla questura, ad oggi per gli stranieri presenti sono già trascorsi circa 28 giorni di quarantena e ciò, verosimilmente, a causa delle conseguenze segnalate nel documento, ossia per l’inevitabile contatto con uno o più soggetti positivi. Continuiamo infine ad affermare che la limitazione della libertà personale è legittimamente realizzabile in presenza delle condizioni giustificative previste dalla legge, in questo caso dalla necessità di trascorrere il periodo di quarantena, secondo una modulazione dei tempi rigidamente».

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