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Corruzione, tra gli 8 arrestati dai carabinieri anche il funzionario comunale sancataldese Raimondi

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Caltanissetta – C’è anche un funzionario comunale di San Cataldo tra gli otto coinvolti nell’inchiesta anticorruzione dei carabinieri di Partinico.

È il sancataldese Aldo Raimondi – assistito dall’avvocato Salvatore Baglio – è stato assegnato agli arresti domiciliari per l’ipotesi di corruzione.

Secondo la tesi accusatoria sarebbe stato inserito nel sospetto sistema che avrebbe previsto regalie in cambio dell’aggiudicazione di appalti pubblici. E anche il funzionario sancataldese, a capo del settore Politiche sociali e culturali di palazzo delle Spighe, sarebbe stato coinvolto. E nelle scorse ore è finito ai domiciliari.

Un provvedimento restrittivo, quello a suo carico, che s’inserisce in un quadro di tre custodie cautelari in carcere, cinque arresti domiciliari e tre sospensione dal pubblico ufficio o servizio, accusati, a vario titolo, del reato associativo finalizzato alla corruzione, turbata libertà degli incanti e corruzione.

Misure che sono piovute su Gaetano Di Giovanni dirigente sanitario ad Agrigento, Giuseppe Gaglio a capo del consiglio di amministrazione della coop cooperativa Nido d’Argento, Massimiliano Terzo dipendente della stessa cooperativa – tutti e tre in carcere – e ancora, ai domiciliari, oltre allo stesso Raimondi, anche per il funzionario del comune di Marsala, Maria Pia Falco, l’ex sindaco di Partinico Salvatore Lo Biundo e dipendenti della coop in questione, Giuseppe Chiaramonte e Francesco Chiavello,

Sospesi dal servizio, invece, Antonino Geraci, presidente della commissione aggiudicatrice di una gara d’appalto , Michela Sclafani, funzionaria del comune di Palermo e Maria Rita Milazzo, dirigente del Comune di Balestrate

Oltre ai provvedimenti personali, il gip ha disposto il sequestro preventivo di una somma di oltre 50 mila, di gioielli e della stessa cooperativa con un fatturato annuo di 13 milioni di euro e oltre 1250 dipendenti.

Secondo la tesi di carabinieri e magistrati, attraverso la cooperativa, i quattro soci, avrebbero avvicinato pubblici ufficiali, tra dirigenti o funzionari dei comuni di Partinico, Balestrate, Marsala, San Cataldo, Agrigento, della Città Metropolitana di Palermo, oltre ad un ex Sindaco di Partinico, che avrebbero corrotto attraverso mazzette, regalie e cene offerte in noti ristoranti.

E, peraltro, sarebbero state numerose le assunzioni nella cooperativa in questione, su indicazione dei pubblici ufficiali.

«L’obiettivo – è stato spiegato – sarebbe stato di velocizzare i pagamenti e le liquidazioni da parte degli enti locali nei confronti della cooperativa o aggiudicarsi costosi appalti per servizi pubblici relativi ad attività socio-assistenziali, quali l’assistenza domiciliare di disabili e anziani, il trasporto di disabili presso istituti scolastici o sanitari, servizi in ambito educativo di minori come asili nido e centri ricreativi estivi».

Vincenzo Falci

Tra le pieghe dell’indagine è pure saltata fuori una fattura per la retribuzione di servizi mai prestati di circa 30 mila euro da parte della cooperativa, poi spesata dall’ente pubblico

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