Home Cronaca Discariche a cielo aperto a Gela, un arresto e 21 sequestri

Discariche a cielo aperto a Gela, un arresto e 21 sequestri

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Caltanissetta – Trazzere trasformate in pattumiere a cielo aperto. Vere e proprie bombe ecologiche. E un manipolo di “padroncini”, ma anche cittadini, non si sarebbero creati scrupoli.

Uno scenario che è finito nel mirino dei carabinieri che, sotto il coordinamento della procura di Gela, ha indagato. E adesso, insieme ai militari del nucleo operativo ecologico di Palermo, sono state eseguite decine di misure.

Più in dettaglio, una ordinanza ai domiciliari a carico di un gelese che ha già avuto grane giudiziarie e che avrebbe bruciato parecchie volte gli scarti in discarica. Poi altri quattordici indagati per l’illecita attività di raccolta, trasporto, gestione e smaltimento di rifiuti speciali. Parallelamente sono stati eseguiti ventuno sequestri preventivi, sempre su disposizione del gip di Gela, che hanno interessato autocarri e altri mezzi utilizzati per raccogliere, trasportare e smaltire l’immondizia., oltre a sei aree che si estendono per parecchi chilometri quadrati e il cui valore è stato quantificato in due milioni e mezzo di euro. Ora sono state affidate in custodia giudiziale provvisoria al sindaco di Gela.

Nel gran calderone anche sei segnalati amministrativamente, tutti gelesi, per abbandono incontrollato di rifiuti solidi urbani

L’indagine ha tratto spunto dal grave stato di degrado in cui molte aree a ridosso dell’abitato erano state trasformate in immondezzai abusivi.

Così i militari hanno piazzato videocamere spia nelle zone interessate dallo scarico selvaggio documentando diversi episodi. Autotrasportatori che sarebbero stati incaricati da privati per disfarsi di rifiuti anche speciali e pericolosi, oltre inerti insieme a scarti di plastica frutto di demolizione e costruzione di fabbricati, onduline e vasche in eternit e amianto, ingombranti, elettrodomestici fuori uso e altro ancora. Una montagna di rifiuti che, nel solo periodo di monitoraggio, avrebbe superato il tetto delle quattrocentocinquanta tonnellate.

Tutto materiale spalmato in almeno sei discariche abusive che si sviluppano lungo trazzere per chilometri e chilometri. Finendo per disperdere nell’aria e nel sottosuolo, secondo la tesi investigativa, sostanze nocive, provocate pure dall’incendio degli stessi rifiuti.

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