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Donazione di tre mantelle alla Confraternita di San Giovanni in memoria di Salvuccio Valenza

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Mussomeli – Non poteva essere che una donazione preziosa quella in memoria di Salvuccio Valenza alla Confraternita del SS. Sacramento in San Giovanni Battista. Sono stati più di cinquanta gli amici che hanno voluto onorare la memoria del compianto Salvuccio, deceduto inaspettatamente lo scorso settembre, facendo dono di tre mantelle destinate ai membri della presidenza, sidia in gergo tecnico, a quella che, in vita, è stata la confraternita di Salvuccio. La cerimonia è avvenuta lunedì 25 marzo, alla presenza della moglie Corina e dei figli, Paolo e Vincenzo. Durante la messa officiata da padre Francesco Miserendino, è avvenuta la benedizione degli abiti che, nel linguaggio confraternale, rivestono una simbologia particolare, ossia il fratello che si veste di Cristo. E che, in questo caso, si caricano di un valore aggiunto, il ricordo di un fervente sostenitore della confraternita, una delle più antiche, se non la più antica in assoluto, alla quale Michele Ognibene, profondo conoscitore di storia locale, ha dedicato uno studio meticoloso, facendone oggetto della sua tesi di laurea. Alla fine della cerimonia è stata data lettura di una pergamena ricordo, tributo di affetto e stima verso Salvuccio, amato dalla famiglia come dagli amici. Che ancora non riescono a darsi ragione dell’accaduto e, forse anche per questo, hanno voluto affidare al Cielo le loro intenzioni terrene! Materializzandole in quello che è l’abito solenne del mesto Venerdì di Pasqua. Per l’occasione indossato la prima volta da Francesco Prisco, Mario Gero Taibi e Giovanni Valenza. Il primo in rappresentanza degli amici e gli altri due della confraternita. Tutti e tre comunque “vestiti” dalle mani emozionate dei familiari di Salvuccio, in quei momenti concitati che precedono l’uscita della Vergine Addolorata, nel giorno più triste dell’anno, nell’oratorio della Chiesa di S. Giovanni. A suggello di un legame che non può spezzarsi con la morte terrena ma che ad esssa e da essa trascende in virtù di quell’amore che non conosce limiti e confini, tanto più quando si fa eterno.

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