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Estorsione ai suoi dipendenti, condannato imprenditore

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Caltanissetta – Condannato per estorsione ai danni dei propri dipendenti. Così si è chiuso il processo d’appello nei confronti di un imprenditore che, in questo secondo passaggio in aula, ha ottenuto uno sconto di pena.

Affermazione di responsabilità sancita nei confronti settantenne Pietro Gioè, amministratore della «Gipicar» – assistito dall’avvocato Walter Tesauro – società che era concessionaria, non solo nel capoluogo nisseno – del marchio Bmw.

È stato condannato a  3 anni e 5 mesi di carcere e 700 euro di multa, rispetto a cinque anni e un mese nel primo grado del giudizio.

Così ha sentenziato la seconda sezione della corte d’appello presieduta da Maria Carmela Giannazzo (consiglieri Sebastiano Fabio Di Giacomo Barbagallo e Alessandra Giunta) chiamato a giudicare l’imprenditore.

L’estorsione si sarebbe consumata nei confronti di suoi allora dipendenti – in sette, assistiti dall’avvocato Boris Pastorello, si sono costituiti parte civile –  che hanno poi presentato denuncia.

Secondo la tesi accusatoria li avrebbe costretti a effettuare lavoro straordinario durante la pausa pranzo, ma non retribuito.

E questo sistema sarebbe andato avanti per mesi, a più riprese. In particolare a partire da giugno fino a dicembre 2010 e poi negli ultimi tre mesi dell’anno successivo.

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