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Giornata internazionale contro la droga, “Casa Rosetta” sempre in prima linea

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Caltanissetta – Fine settimana dedicato alla giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga. L’istituzione risale al 1987 ad opera dell’assemblea generale dell’Onu «per sollecitare riflessioni e azioni per fronteggiare un problema sempre più diffuso con conseguenze devastanti per le persone e la società».

Il tema della giornata internazionale di quest’anno è “Condividi fatti sulla droga, salva vite” e, è stato spiegato, «è rivolto a tutte le persone con l’invito a fare ciascuno la propria parte e combatta la disinformazione condividendo i fatti reali sulle droghe, dai rischi per la salute e le soluzioni per affrontare il problema mondiale della droga, alla prevenzione, al trattamento e alla cura basati sull’evidenza.

Casa Rosetta da oltre un trentennio è impegnata anche nel campo delle dipendenze da sostanze e opera con tre comunità – Terra Promessa, La Ginestra, L’Oasi – e a Caltanissetta, venerdì 25 giugno alle 18, nell’atrio della biblioteca comunale Scarabelli in corso Umberto, ha organizzato  un evento sul tema “Dall’individuo alla relazione: la centralità della persona nella relazione d’aiuto e nei processi quotidiani di cura”. Gli ospiti delle comunità terapeutiche porteranno in scena monologhi e brani teatrali, insieme con musicisti e altri artisti e la compagnia teatrale del Tempo relativo con la pièce “Heroes”.

«L’evento – ha evidenziato il presidente dell’associazione, Giorgio De Cristoforo – è naturalmente aperto alla città, nel rispetto delle misure sanitarie vigenti, e vuole contribuire alla sensibilizzazione sui temi delle dipendenze e sui gravi rischi presenti anche nel nostro territorio. Con questo spirito ci rivolgiamo a rappresentanti delle istituzioni, a opinion leader e opinion maker della nostra città, ai cittadini di buona volontà. Casa Rosetta riceve quotidianamente famiglie che ci chiedono aiuto per i propri figli, e parliamo di giovani anche di 12, 13 anni che scoprono di avere problemi di dipendenza”. Sull’utenza inserita nel 2020, circa il 30 per cento ha richiesto il trattamento terapeutico per cocaina e crack come sostanza di abuso primario, seguito dal 23 per cento da eroina, dal 20 per cento da abuso di alcol e dal 16 per  cento da dipendenza da gioco d’azzardo patologico».

Lo stesso presidente De Cristoforo ha aggiunto che «è necessaria una maggiore e più attiva attenzione sociale. Anche qui, come in tutto il Paese, la sensazione è che si sia abbassata notevolmente la percezione del rischio dell’uso di sostanze, nonostante le statistiche allarmanti: secondo le stime più recenti, nell’Unione europea circa 83 milioni di adulti  – di età tra i 15 e i 64 anni – ossia il 28,95 della popolazione, hanno assunto sostanze illecite almeno una volta nella vita.  La sensazione è che si diffonda un atteggiamento di rassegnata accettazione dei fenomeni iniziali e meno gravi, che poi però, quasi sempre,  si traducono in dipendenze devastanti».

E, ha aggiunto il presidente di Casa Rosetta, «occorrono sempre più percorsi di prevenzione educativi strutturati. Per questo c’è necessità di risorse e di una chiara volontà ad investire territorialmente in questo settore per fermare e arginare conseguenze calamitose. Le conseguenze sociali della diffusione delle droghe sono già gravissime, ma saranno ancora più gravi gli effetti futuri del male sotterraneo che sta contaminando sempre più precocemente tanti giovani, tanti adolescenti. Questo impone a ciascuna persona libera e responsabile di fare ogni sforzo di contrasto possibile, e noi siamo sinceramente convinti di questo nostro dovere».

Il messaggio di “Casa Rosetta” per la giornata contro la droga, è stato ribadito, va oltre la giornata del 25 giugno, e sarà il tema anche di altre prossime iniziative nel territorio. E il presidente De Cristoforo ha concluso osservando che «non si può prescindere dalla costruzione delle relazioni e dei legami sociali – aggiunge il presidente De Cristoforo – La relazione è centrale sia nella comunità terapeutica sia nella comunità territoriale. Mettendo in relazione, e nell’unione delle forze e professionalità creando una comunità territoriale unita, possiamo meglio contrastare la diffusione delle sostanze e creare cultura della vita».

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