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Guerra infinita con l’ex suocero, scatta una nuova condanna

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Caltanissetta – Lo hanno condannato perché prima avrebbe minacciato direttamente l’ex suocero e poi il suo meccanico perché non gli riparasse l’auto, pena un ipotetico attentato incendiario.

È l’ennesimo atto di una diatriba tra ex parenti che si trascina ormai da diverso tempo e che, in questo caso, ha fatto scattare un procedimento che si è chiuso adesso con la condanna.

È piovuta sul capo di un quarantaseienne nisseno, Umberto Michele Niotta, che ha rimediato adesso una condanna a dieci mesi di reclusione.

Colpevolezza sollecitata sono solo dall’accusa, ma anche dalla parte civile, ossia lo stesso ex suocero – assistito dall’avvocato Giacomo Vitello – che sarà indennizzato.

L’imputato –  difeso dall’avvocatessa Teresa Cocca – è stato chiamato in giudizio per minacce nei confronti dell’ex suocero e violenza privata ai danni di un meccanico, pure lui nisseno, che non si è costituito parte civile.

Secondo la tesi accusatoria l’uomo la mattina, dopo averlo incontrato, avrebbe minacciato l’ex suocero e più tardi, nel pomeriggio, dopo avere notato la sua macchina in una officina, avrebbe intimato a un meccanico di non riparare quel mezzo appartenente all’ex parente, altrimenti lo avrebbe bruciato dentro l’officina stesso.

Uno scenario, questo, che sarebbe emerso attraverso un paio di telefonate tra lo stesso artigiano e la ex moglie dell’imputato, che la donna avrebbe registrato.

In realtà, poi, il meccanico in aula avrebbe corretto di parecchio il tiro, ma quelle conversazioni telefoniche registrate, secondo l’accusa, avrebbero indicato altro.

Nell’estate scorsa era divenuta definitiva a carico dell’imputato un’altra condanna per avere tentato di bruciare l’auto dell’ex suocero che si trovava parcheggiata a poca distanza dalla caserma

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