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Impresa finì al centro di un’inchiesta su mafia e appalti, annullata l’interdittiva antimafia

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Caltanissetta – Annullata l’interdittiva antimafia per un’azienda finita più di cinque anni fa in un’inchiesta di carabinieri e guardia di finanza su mafia e appalti. La decisione è arrivata dal consiglio di giustizia amministrativa di Palermo. L’amministratore è attualmente sotto processo per corruzione in seno all’inchiesta «Pandora», la cui onda lunga ha poi fatto scattare la misura.

La stessa che la prefettura, cinque anni fa, ha adotta nei confronti della «Ecolgest» di San Cataldo che, in associazione temporanea d’imprese, gestiva il servizio di raccolta di rifiuti solidi urbani a San Cataldo.

È stato uno degli appalti finito al centro del dossier della direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta.

Secondo i legali dell’amministratore della società che era stata inserita nella black list” , gli avvocati Raimondo Maira e Salvatore Pirrello, la misura adottata dall’ufficio di governo non sarebbe stata giustificata, perché non vi sarebbe stato alcun legame tra lo stesso imprenditore e Cosa nostra che, secondo la tesi degli inquirenti, avrebbe invece condizionato la Ati – guidata da una ditta del Messinese, di Capo d’Orlando in particolare – imponendo l’assunzione di appartenenti a Cosa nostra o loro familiari.

Sullo sfondo il procedimento d’appello che, dal punto di vista penale, sta ancora interessando l’amministratore della stessa «Ecolgest» e per il quale è stata chiesta dalla procura generale la condanna a quattro anni .

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