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“La buona sanità di cui non si parla”. Il plauso della vicepresidente del Consiglio ai medici del Longo

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Mussomeli – “La buona sanità di cui non si parla”. Il plauso della vicepresidente del Consiglio, Iosella Schifano, ai medici del Maria Immacolata Longo. “Da semplice cittadina ma anche da sanitaria, nonchè componente della Commissione Sanità, mi sento di dare testimonianza del periodo trascorso da ricoverata nell’U.O. di Medicina a Mussomeli”. Si apre così l’accorata testimonianza di Iosella Schifano, una delle figure politiche più amate e che ha ricevuto più consensi durante l’ultima tornata elettorale delle amministrative locali. Consenso che la Schifano è riuscita a mantenere grazie alle sue attitudini che ne fanno una presenza fattiva sul territorio, insieme al suo caratttere docile ma deciso. Il caso di specie ha origine giovedì 8 febbraio quando, a causa di un improvviso malore, la paziente è dovuta ricorrere al Pronto Soccorso del nosocomio mussomelese. “Improvviso”, riferisce la vicepresidente, tuttavia voci di corridoio informano che, più o meno incoscientemente, il malessere era già stato trascurato per paura di dover togliere spazio alla famiglia. Perchè, lo ricordiamo, Iosella è anche mamma e moglie. E anche piuttosto attenta! Fortunatamente dal momento in cui è arrivata in ospedale, si è attivata la macchina dei soccorsi, con il dott. Nino Lanzalaco e il suo staff sempre in prima linea. Poi, la professionalità dei colleghi di reparto ha fatto il resto. Dalla Radiologia alla Medicina è stata una gara in fatto di tempestività. “Esprimo il mio personale ringraziamento all’equipe del Pronto Soccorso, Della Radiologia, ai medici e al personale paramedico della Medicina, a partire dal responsabile, dott. Saverio Sciarrino, coadiuvato dal dott. Restivo e dai medici argentini, Bossio e Miri, fortemente voluti dall’amministrazione Catania della quale mi onoro di fare parte. Grazie per il sorriso, per la carezza e la rassicurazione ricevuti nei momenti di smarrimento. L’ospedale è il luogo delle cure del corpo ma anche dell’anima, dove si erogano non solo servizi ma anche calore, professionalità, disponibilità. Custodiamo come un tesoro quello che di fatto è un bene collettivo di straordinaria importanza”.

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