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La congregazione Gesù, Maria e Giuseppe. I Quaderni del Càrmine (a cura di Don Salvatore Falzone)

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(a cura di Don Salvatore Falzone) Mussomeli – Stando a notizie di seconda mano lo statuto della Pia congregazione Gesù, Maria e Giuseppe viene approvato con regio decreto il 2 dicembre
1880. La sede in cui il sodalizio si riunisce è la chiesa di Sant’Antonio abate in Mussomeli (intitolata pure alle anime del Purgatorio) a suo tempo promossa dalla nobile famiglia dei Trabia. La vicina Piazza Manfredi, nel corso dell’Ottocento, è molto frequentata e la chiesa si presta bene per riunioni. La costruzione del tempio, dedicato al monaco abate, si è già completata di vari interventi. Le colonne della facciata ad esempio hanno capitelli in stile corinzio. Il portale è arricchito di dettagli decorativi, sempre adoperando la pietra locale. Il prospetto della chiesa viene restaurato nei primi anni del Novecento, ad opera dei lapicidi Russo, molto noti in paese come mastri, cioè costruttori. La chiesa con i suoi locali annessi si presenta favorevole per accogliere, a mo’ di confraternita, una associazione di categoria che intorno al 1895 vanta ben duecento operai specializzati.

Primi decenni del Novecento
Nell’ultimo quarto dell’Ottocento il vescovo di Caltanissetta, mons. Giovanni Guttadauro, vuole riorganizzare i sodalizi di operai, rilanciare le unioni di pietà, rifondare le antiche confraternite. Vengono così propagati sia i fini di culto, sia i vantaggi economici che derivano dal mutuo soccorso. A questa opera di formazione non è estranea la volontà di affermare i circoli cattolici in concorrenza con quelli di ispirazione liberale o massonica. Sta per esprimersi la militanza dei cattolici, devoti sì, ma pronti a confessare la fede.

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