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La lunga notte al Pronto Soccorso del “Longo” a fronteggiare le giovani ubriacature carnascialesche

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Mussomeli – Si conferma ancora una volta -fra giovani e giovanissimi- la regola “divertimento coincidente o culminante con lo sballo”. E purtroppo la stima dei casi è in preoccupante aumento e sempre più contestualizzata in occasione di momenti di feste e aggregazione. Dove alzare il gomito sembrerebbe un obbligo più che una possibilità. Sono stati ben tre i casi di intossicazione alcoolica, registrati all’Unità di Pronto Soccorso di Mussomeli, che si sono sommati agli altri casi più e meno critici che hanno usufruito del servizio nella notte di domenica scorsa. E se va da sé che la mole di lavoro ad un pronto soccorso è un dato pressoché scontato, stessa cosa non si può certo dire dell’abilità richiesta nel gestire tutte le emergenze in contemporanea. Con un personale che è costantemente e continuamente in sottorganico. Nonostante tutto.  I ragazzi -tutti di paesi limitrofi- hanno richiesto non solo cure ma anche sorveglianza per via dello stato di agitazione psicomotoria che chiaramente ha complicato la trattazione del paziente con evidente perdita dei freni inibitori. Dai fiumi di alcool ai fiumi di vomito il passo è stato breve. E neanche indolore. Se è vero -come è vero- che oggi sono cambiati anche gli assist per gestire la sbornia. E se è bene quel che finisce bene -a parte qualche insulto fuori posto e qualche lesione, seppur leggerissima- dispnee, paventate ischemie e altro ancora sono stati controllati e rientrati nei normali range. In questo marasma carnascialesco si conferma però -ancora una volta- l’importanza strategica del punto di primo soccorso in un territorio qual è quello del Vallone. Che -tante volte lo abbiamo ripetuto- vuoi per i casi gravi, vuoi per quelli più semplici evita di originare quei “viaggi della speranza” fra le “trazzere” dell’entroterra che -nell’era post CoVid- davvero non si sa come possano evolvere. Un epilogo purtroppo non sempre è felice. E nella sanità il tempo e la professionalità salvano. Se non sempre… quasi!

 

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