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Le intercettazioni erano un equivoco», scarcerato giovane accusato di omicidio

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Caltanissetta – Una delle telefonate che lo inchioderebbe per omicidio sarebbe stato un grosso abbaglio. Un equivoco. Perché intanto al telefono non sarebbe stato ma il padre. E anche i contenuti di quella chiamata sarebbero tutt’altra cosa rispetto alle interpretazioni degli inquirenti.

Così il tribunale del riesame presieduto da Antonia Leone (Completano il Collegio Tiziana Mastrojeni e Salvina Finazzo) accogliendo le richieste dell’avvocato Giuseppe Dacquì ha scarcerato il ventenne pakistano Muhammed Awan Shariel, arrestato nel giugno scorso per il delitto di un connazionale.

La vittima è il trentaduenne Adnan Siddique, il giovane pakistano ucciso da un commando di connazionali che lo avrebbe accoltellato per essersi schierato al fianco di vittime del caporalato, che ha poi convinto a denunciare lo sfruttamento.

E lui Shariel, in quell’azione che materialmente avrebbero consumato altri quattro pakistani, è accusato di aver fatto da “palo” in strada, per avvisare di eventuali altre presenza in zona o del possibile arrivo di forze di polizia.

Ma adesso la difesa ha spiegato i contenuti di un paio d’intercettazioni telefoniche contestate dall’accusa. La prima con uno dei presunti assassini, il ventunenne Muhammed Bilal che gli avrebbe chiesto se Siddique fosse morto e quanti fossero i denunciati.

L’altra telefonata che gli inquirenti hanno imputato a lui, sarebbe stata non con i genitori ai quali, piangendo, avrebbe confessato che era successo qualcosa di molto brutto. Fin  qui l’accusa.

Ma il legale di Shariel ha rifatto analizzare quel file audio con la giusta traduzione. E intanto, s’è scoperto, che al telefono era il padre e non lui. E quei pianti erano riferiti alla morte di una sua zia in Pakistan, notizia che una loro parente stava dando ai genitori dello stesso Shariel.

E alla luce di questi nuovi elementi, nonstante il parere sfavorevole dlela procira, il «Riesame » ha concesso la scarcerazione al ventenne accusato del concorso in omicidio.

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