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Le principali filosofie di calcio

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Dal pragmatismo di Mourinho passando per il tiki-taka di Guardiola

Il calcio non è soltanto uno sport di squadra fatto di goal e gesti tecnici. C’è tanto altro che gli ruota intorno, per esempio un’idea di gioco a cui ogni domenica viene data forma direttamente sul rettangolo verde dai movimenti coordinati degli 11 titolari. Più che un’idea di gioco sarebbe corretto parlare di più idee gioco, o, se si preferisce, di filosofie/modi per portare a casa il risultato. Come vedremo tra poco ce ne sono di diversi tipi, alcuni dei quali puntano quasi tutto sulla fase difensiva.

Mourinho bada soltanto al risultato finale

Mourinho in carriera ha vinto tantissimi trofei offrendo ai suoi tifosi un calcio per lo più pragmatico. Chi ha seguito la carriera del portoghese sa benissimo che le sue squadre non giocano un bel calcio, soltanto uno che bada al risultato finale. Era così quando allenava l’Inter, che ha trasformato in una roccaforte reinventandosi Eto’o terzino, in quella famosa gara di Champions League contro il Chelsea, ed è così oggi con la Roma. Nel caso dei giallorossi il canovaccio tattico è dare palla a Dybala, che il compianto Zamparini ex presidente del Palermo calcio,definì il nuovo Messi, in modo da inventare un assist vincente per Lukaku. Per il resto nulla più.   

Per il Cholo la difesa è il punto di forza

A differenza dello Special One, il Cholo Simeone punta tutto sulla difesa. L’Atletico Madrid capace di contendersi la Champions League con il Real Madrid infatti aspettava gli avversari e non si sbilanciava mai. Una caratteristica che ancora oggi fa parte della sua filosofia di gioco. La sua idea è che il calcio sia come una partita a scacchi, dove per prima cosa è fondamentale coprire i pezzi più importanti per poi provare a mangiare quelli degli avversari.  

Con Guardiola posizione e possesso palla

Ed eccoci arrivati a parlare di quel tipo di calcio dove posizione e possesso palla sono tutto: il tiki-taka. Stando alla principale spiegazione tiki-taka, per capire meglio di cosa stiamo parlando dobbiamo rifarci al Barcellona di Guardiola. Quella squadra per trovare l’imbucata giusta non esitava a far girare il pallone sia in orizzontale che in verticale. Grazie alla bravura dei suoi finissimi palleggiatori, gli avversari non erano quasi mai in grado di ripartire, e così continuando a correre a vuoto prima o poi lasciavano il portiere solo davanti al suo destino. Che con i suoi goal determinava un certo Lionel Messi, che con la maglia blaugrana ha vinto tutto.

Il pressing di Allegri

Allegri come Mourinho non ha mai offerto un calcio spumeggiante. Tuttavia è un maestro della tattica che in carriera ha ottenuto importanti risultati come i 6 scudetti vinti con Milan e Juventus. E come ci è riuscito? Utilizzando l’arma del pressing alto che impedisce a qualsiasi avversario di trovare buone linee di passaggio. Questa cosa si è vista anche domenica sera durante la sfida tra Juventus e Inter, quando i nerazzurri per tutta la partita non sapevano come fare per arrivare a calciare verso la porta difesa da Szczęsny. Al di là del brutto spettacolo dello Juventus Stadium, Allegri ha ottenuto il suo obiettivo: quello di poter lottare per lo scudetto nonostante una rosa non all’altezza delle formazioni più attrezzate come l’Inter.

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