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L’ex sindaco di Marianopoli Vaccaro: “Impianto accusatorio scricchiolante poggiato sulle suggestioni di Don Briganti e i suoi non ricordo”

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Marianopoli – Dopo la pubblicazione dell’articolo su procedimento che lo riguarda, lex sindaco di Marianopoli Calogero Vaccaro ha fattoi pervenire la replica. “Ritengo il diritto di cronaca legittimo  – scrive – anche se a volte si rende necessario fare qualche precisazione ed integrazione su quanto viene pubblicato e ciò, non per svilire la notizia stessa ma perché i fatti che si narrano siano più vicini possibile alla realtà a cominciare, come nel nostro caso, con l’indicare il nome corretto del Giudice che conduce il processo (e non è la prima volta). Ho letto qualcosa, sulla stampa, dell’udienza che mi riguarda per un processo a mio carico promosso dall’attuale Sindaco di Marianopoli Salvatore Noto e sinceramente resto sorpreso come si possa, senza aver assistito agli interrogatori e senza avere in mano i relativi verbali, parlare e dirsi degli esiti degli stessi. Io c’ero all’udienza ed ho ascoltato le testimonianze rese dal maresciallo Giovanni Immordino, dall’arciprete Bernardo Briganti e dal consigliere comunale Franco Baldi. Per ciò ho colto chiaramente – prosegue il politico – , dalle loro deposizioni, che l’impianto accusatorio, basato solo sulle sensazioni e suggestioni dell’arciprete Briganti è incominciato a scricchiolarsi tanto per i troppi “non ricordo” che ha dovuto dare come risposta alle domande rivolte dal Pubblico Ministero e dai difensori e tanto per le affermazioni tentennanti e contraddittorie emerse tra le diverse informazioni rese, dallo stesso, durante le indagini. Affermazioni, frutto non so di quale frainteso o cattiva interpretazione, atteso che la funzione insita nel ministero dei preti è di carattere pacificatoria. Infatti ad esito appunto degli interrogatori tali affermazioni cominciano ad affievolirsi. Siamo solo all’inizio del processo ed i testi escussi ad oggi sono solo quelli dell’accusa, quindi non ci si poteva aspettare immediate e clamorose smentite di quello, che secondo me, è un teorema montato artatamente e con accanimento per colpirmi personalmente e politicamente. I fatti che mi si vogliono attribuire non sono assolutamente corrispondenti alla realtà e avremo modo di dimostrarlo nel corso del processo quello che di regola si fa nelle aule di giustizia, dove a giudicare sono i giudici, e non sulle pagine di giornali. In questi ultimi anni  – conclude Vaccaro – ho subito diversi attacchi anche giudiziari attraverso esposti anche anonimi e nonostante tutto, non per affermazione di rito, ma per vera convinzione non ho mai smesso e non smetterò mai di credere nella giustizia che va esercitata nelle aule dei Tribunali e non sulle pagine di questo o quell’altro giornale”.

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