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Malasanità, dieci anni di tempo e un ricorso al Tar per sperare nel risarcimento

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Caltanissetta – Ci  sono voluti dieci anni e un ricorso al Tar Sicilia prima di avere “giustizia”. Prima di mettere in tasca una promessa di pagamento, da parte dello Stato, per i danni subiti per un caso di malasanità.

Quello che ha riguardato una settantasettenne che dopo una lunghissima odissea, andata avanti per anni, è deceduta per colpa – hanno stabilito i giudici – di una trasfusione  infetta. Che le ha trasmesso l’epatite Hcv.

E adesso, a dieci anni esatti di distanza, i suoi familiari finalmente potranno sperare nel risarcimento. Che in realtà era stato già stabilito dal tribunale di Caltanissetta.

Quel verdetto, però, è rimasto lettera morta nonostante sia divenuto definitivo lo scorso anno. Ma lo Stato , in particolare il ministero della Salute, avrebbe fatto orecchie da mercante. Non scucendo neanche il becco di un quattrino, a fronte di un pronunciamento emesso dei giudici che lo avevano condannato a risarcire gli eredi della donna.

Gli stessi che, di recente, si sono rivolti al tribunale amministrativo di Palermo che, adesso, accogliendo le ragioni dei ricorrenti ha disposto l’immediato esborso del risarcimento.

Il ministero avrà due mesi di tempo per ripagare i parenti stretti della vittima dell’enorme danno subito legato alla perdita della familiare.

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