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Maxi traffico di droga, ecco chi sono gli arrestati

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Caltanissetta – Due, tre chili di droga spacciata ogni quindici, venti giorni. Questa la mole di smercio che avrebbe curato la presunta organizzazione – di cui avrebbe fatto parte anche una donna con un ruolo non secondario –  smantellata nelle scorse ore con il blitz di polizia ribattezzato «Mare magnum».

A capo della presunta organizzazione vi sarebbe stato Francesco Paolo Ferdico, che avrebbe avuto continui rapporti con il genero, Michele Christian Pesce per sospetti scambi di prodotti alimentari. Ferdico, già al centro in passato di altre vicende di droga, è ritenuto vicino alla famiglia nissena di Cosa nostra che fa capo al boss Angelo Palermo.

Da un po’ di tempo si era trasferito nell’Agrigentino,a Porto Empedocle in particolare, ma insieme alla moglie, Gaetana Gagliano la sola ora agli arresti domiciliari, avrebbe gestito la movimentazione di droga  in partenza da Palermo per raggiungere poi le piazze nissene e agrigentine.  Lo avrebbe collaborato, per l’approvvigionamento, il fratello, Giuseppe Ferdico.

Le forniture sarebbero state gestite da Daniele Giallanza che avrebbe organizzato i trasporti attraverso i suoi corrieri, Francesco Lena, suo nipote acquisito e Pietro La Cara Pietro, consuocero di Giallanza, arrestato nell’aprile di due anni fa con 10 chili di hashish.

Gaetano Gagliano, parente della moglie di Ferdico, avrebbe funto da corriere e avrebbe avuto frequenti contatti con Antonio Capuzzo.

Indagini sul conto di Lena avrebbero consentito alla polizia di scoprire che lo stesso avrebbe rifornito di hashish anche Michele Giuseppe Tripisciano,  Andrea La Iacona e Francesco Catania di Siculiana.  Il macellaio Francesco Turco avrebbe spacciato.

Chiudono il quadro dei presunti coinvolgimenti, Giovan Battista Di Marca di Pietraperzia che avrebbe fornito cocaina a Marco Michele Ventura che poi avrebbe spacciato.

Questo il quadro tracciato dalla Squadra mobile di Caltanissetta attraverso due differenti filoni d’indagine – uno che ha preso in esame il periodo tra il 2009  e il 2014, l’altro tra il 2017 e lo scorso anno – che poi sono confluiti in un unico calderone, ricostruendo il sospetto maxi traffico di droga in partenza da Palermo e poi venduta nel Nisseno e nell’Agrigentino.

Da qui l’emissione di 15 ordinanze di custodia cautelari chieste dal sostituto Matteo Campagnaro e firmate dal gip Antonia Leone. Tutti sono in carcere ad eccezione della donna che è ai domiciliari, con l’accusa di associazione a  delinquere finalizzata al traffico e spaccio di stupefacenti.

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