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Medico morto in discoteca, il medico legale: ucciso da un calcio alla nuca

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San Cataldo– L’autopsia stabilì che a uccidere il giovane medico fu un micidiale calcio alla nuca. Lo ha ribadito il medico legale che, a quel tempo, ha eseguito l’autopsia.

Ed un passaggio emerso in uno dei processi che hanno preso le mosse dalla morte del venticinquenne Aldo Naro rimasto ucciso nella tragedia che s’è consumata la notte di San Valentino del 2015 alla discoteca «Goa» di Palermo.

In questo procedimento sono sotto accusa Massimo Barbaro, proprietario della discoteca in questione , finito in giudizio per favoreggiamento personale e, ancora, il ventottenne Antonino Basile  (difeso dall’avvocatessa Francesca Russo) e il quarantottenne Francesco Troia (difeso dall’avvocatessa Salvina Pantuso) accusati di rissa aggravata.

Nei loro confronti i genitori della vittima – assistiti dagli avvocati Antonino e Salvatore Falzone – sono costituiti parte civile.

Il medico legale Paolo Procaccianti, del quale è stata acquisita la relazione, ha confermato le cause del decesso del giovane medico.

Poi i legali di parte civile hanno rilevato come non vi sia traccia – né nel fascicolo della procura, né negli archivi del Policlinico di Palermo – della Tac eseguita sul corpo della giovane vittima, nella zona del cranio. Sembrerebbe uno dei passaggi un po’ ombrosi che, secondo gli stessi legali di parti civili, ammanterebbero ancora la vicenda.

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