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Minacce al sindaco, fatti prescritti e cadono le accuse

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Delia – Cadono le accuse a carico di un disoccupato accusato di avere minacciato il sindaco. Ed era stato pure condannato a 2 anni di reclusione al termine del primo passaggio in aula.

Ora, in appello, le accuse sono sostanzialmente cadute. Così per il trentasettenne di Delia, Giuseppe Randazzo –  assistito dall’avvocato Giuseppe Fazio – perché la Corte, come chiesto dalla difesa, ha riqualificato l’originaria imputazione di violenza e minacce continuate a pubblico ufficiale, in molestie.

Ma questa ipotesi di reato è ormai prescritta. Così, concretamente, è stato dichiarato il non luogo a procedere perché, nel frattempo, i fatti sono divenuti troppo datati.

E nei suoi confronti il sindaco di  Delia, Maria Gianfilippo Bancheri, che sarebbe stato bersaglio delle presunte molestie,  non si è costituito parte civile.

Quattro gli episodi “incriminati” che sono stati contestati al disoccupato tra ottobre 2014 e maggio 2015 e tutti sarebbero avvenuti al Comune.

Il primo a metà ottobre del 2014 quando Randazzo s’è presentato ai Servizi sociali del Comune chiedendo soldi  per pagare una bolletta dell’Enel. «Non me ne vado via da qui se non mi date i soldi… vengo a casa tua e mi autoinvito a pranzo», lo avrebbe avvertito.

La scena si sarebbe ripetuta il giorno dopo. Poi, qualche mese dopo, nel febbraio dell’anno successivo avrebbe chiesto ancora un sussidio al sindaco. E al suo diniego avrebbe risposto con una frase del tipo «come tu ti diverti con me, io potrei divertirmi con te».

Il maggio dopo avrebbe bussato ancora una volta alle casse del Comune e per fare la voce grossa avrebbe avvisato… «sono ubriaco e da qua non me ne vado se non mi dai i soldi… a me toccano perché sono un ex detenuto».

Questa la catena di episodi che poi lo ha fatto finire in giudizio e in primo grado ne è uscito con la condanna. In appello, invece, le contestazioni nel concreto sono cadute.

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