Home Cronaca Morì in sala operatoria, gli esperti di parte civile: «Una morte evitabile»

Morì in sala operatoria, gli esperti di parte civile: «Una morte evitabile»

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Caltanissetta – Si sarebbe potuta salvare. Una diversa scelta medica avrebbe evitato la morte. A queste conclusioni sono giunti i medici legali di parte spiegando che «se avessero applicato in tempo il sondino nasogastrico, la paziente non sarebbe deceduta.

Questo un passaggio della consulenza  sulla morte, in sala operatoria, della cinquantatreenne Antonella Geraldi. Era il 6 gennaio dello scorso anno.

Ora i tre esperti, i medici legali Pietro Rinella e Giuseppe Ragazzi e l’anatomo-patologo Emiliano Maresi hanno dedotto che «il sondino avrebbe impedito quel reflusso gastrico all’interno dei polmoni». E in tal senso si sarebbero evitati tutti i problemi poi sopravvenuti «polmonite, emorragia polmonare, distress respiratorio, arresto cardiocircolatorio».

E scientificamente hanno spiegato la catena di effetti che, alla fine, hanno provocato la morte della paziente alla quale, in precedenza era stato applicato un mini bypass gastrico.

Da qui l’opposizione, presentata dalle parti civili, alla richiesta di archiviazione che è stata avanzata dalla procura. Proposta girata al gip che è legata al dossier che è stato aperto alcuni mesi addietro a carico di nove medici e cinque infermieri dell’ospedale «Sant’Elia».

Gli indagati – assistiti dagli avvocati Michele Ambra, Dino Milazzo, Michele Micalizzi, Davide Schillaci, Emanuela Micale e Walter Tesauro – sono stati tirati in ballo per omicidio colposo.

L’opposizione alla richiesta di archiviazione è arrivata adesso dai legali che assistono i familiari della vittima – gli avvocati Giuseppe Panepinto, Salvatore e Antonino Falzone e Massimo Dell’Utri – sulla base della consulenza redatta dai tre esperti nominati.

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