Home Cronaca Morì in una casa di riposo, condannati i vertici

Morì in una casa di riposo, condannati i vertici

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Caltanissetta – Condannati per la morte di un ospite della casa di riposo di cui erano responsabili. È stato il verdetto del giudice a inchiodarli sulle loro presunte responsabilità.

Sono legate al decesso il sessantaquattrenne serradifalchese Antonio Calogero Tabone, peraltro con difficoltà di movimento,  che secondo la ricostruzione degli inquirenti sarebbe rimasto ucciso dal fumo di un incendio provocato da un mozzicone di sigaretta. Poi il fuoco lo avrebbe anche attaccato un po’, ma quando già era deceduto. Era la notte del 3 ottobre del 2012.

E per questa vicenda sono stati giudicati colpevoli di omicidio colposo, il cinquantaseienne Stefano De Maria  e la sorella, la sessantratreenne Mira Maria Teresa De Maria. Lui, condannato a due anni di reclusione, è stato in ballo legale rappresentante della cooperativa «Aprilia 89» che gestiva la casa di riposo, mentre la sorella ne è uscita con la pena a un anno e quattro mesi, ma con il beneficio della sospensione condizionale.

Ma, insieme al Comune citato nella veste di responsabile civile, dovranno pure risarcire i familiari della vittima – assistiti  dagli avvocati Calogero Montante e  Alberto Gangi  – secondo l’entità che verrà poi stabilita dal giudice in un procedimento a parte. Inoltre gli  imputati  – assistiti dall’avvocato Giuseppe Panepinto

– dovranno pure sborsare una provvisionale di ventimila euro e due da diecimila euro, sempre in favore dei familiari della vittima.

Di contro, per i due accusati, è stata dichiarata prescritta una seconda imputazione che faceva riferimento alla presunta violazione di misure antinfortunistiche.

E un terzo indagato, un operatore della stessa struttura che peraltro ha messo in salvo altri anziani della stessa struttura, è poi uscito dal dossier.

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