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Mussomeli, l’allevatore Giuseppe Langela eletto nel collegio dei probiviri della Società italiana Alani

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Mussomeli – Un allevatore mussomelese sorveglierà affinchè una delle razze canini più eleganti sia allevata con scienza e coscienza. Sabato 30 aprile, infatti, si è svolta l’Assemblea dei Soci Sia (Societá Italiana Alani), presso l’ Hotel Cavalleri della Corona in Cardaro in Campo (VA), alla presenza di 100 soci (di cui 66 per delega). Le relazioni, il bilancio e le modifiche statutarie sono stati approvati. Successivamente l’Assemblea ha proseguito la riunione per il rinnovo degli Organi Sociali, per il prossimo triennio 2022-2025. Nel Collegio dei probiviri approda l’allevatore Giuseppe Langela con 57 suffragi , l’uomo è uno dei più frondi conoscitori della razza non solo in Sicilia ma nell’intera penisola.  Il collegio dei probiviri della Società italiana Alani è formato da tre membri effettivi e da due supplenti, eletti dall’Assemblea generale dei Soci fra i Soci che non ricoprano già la carica di Consigliere o di Sindaco, i quali durano in carica tre anni solari. Almeno uno dei membri effettivi sarà preferibilmente un competente di materie giuridiche. Qualsiasi decisione di carattere disciplinare a carico di un Socio deve essere adottata a maggioranza e con la presenza di tre membri del collegio dei Probiviri.” Io sono socio della S.i.a. dal 2015 – spiega il neo eletto –  e ho sempre preso parte attivamente alle attivitá. Credo nei valori dell’onestá e imparzialitá nonchè nell’opera di osservanza e denuncia di eventuali irregolaritá da parte di chiunque senza favoritismi o indulgenze. Nel puro e solo interessa della tutela e della promozione della razza sia a livello morfologico fenotipico e soprattutto dal punto di vista della tutela della salute e della struttura dei soggetti”.  La S.I.A come societá di razza promuove e si adopera presso l’e.n.c.i. affinchè le norme vengano sia rispettate che adeguate alle esigenze della razza e della sua evoluzione nel tempo. Un esempio pratico dei risultati raggiunti negli ultimi anni sono il deposito del dna dei genitori, le prove del dna sulle cucciolate, e i divieti di accoppiamento tra alcuni mantelli che se incrociati posso generare rischi sulla salute dei nascituri.”L’auspicio futuro – conclude Langela –  è quello di una sempre più rigoroso e serrato controllo sulla riproduzione e la selezione dei soggetti attraverso l’obbligatorietá di lastre per la verifica di eventuali displasie di anche e gomiti e l’ecocardio per accertare che i soggetti non abbiano cardiopatie ereditarie”.

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