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Mussomeli, letto sospetto. Il talamo che divide tra i fautori dell’estetica e quelli dell’etica

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Mussomeli – C’è chi non ci ha dormito! Sul letto rosso a forma di cuore che, sabato scorso, ha preso la scena di Villa Fenice. Con tanto di collocazione a centro sala, così come partorito dal pensiero del suo deus ex machina, chef Vincent, indefesso re degli eccessi, che, di fatto, non ha mai lesinato in termini di creatività e stravaganze. Ma, il talamo color vermiglio, a forma di cuore, che ha richiamato un numero spropositato di clienti, anche da fuori provincia, non poco ha fatto discutere di sè. Così, dall’estetica all’etica è stato un passo. E anche piuttosto breve!E quello che, durante l’ultimo, iconico “festino” all’insegna della “lingerie” o dress da camera -come dir si voglia!- e del divertimento precarnascialesco, ha rappresentato l’oggetto e il soggetto del desiderio di uno scatto da immortalare e postare a imperitura memoria, all’indomani, quando il tanto atteso report fotografico ha invaso i social, si è trasformato nell’ennesimo oggetto del “gossip” paesano, come qualcuno ama dire. Sollevando qualche rimostranza sulla condotta del paese delle confraternite ai più noto per una certa, quantomeno ostentata, condotta moralistica e (pre)giudizievole. Che, invero, ad oggi, “spogliandosi di ogni remora, ha rotto gli indugi lasciandosi coinvolgere dalla lascivia di un clima festaiolo un poco border line. Così almeno si mormora nei meandri più che nei salotti cittadini. L’ennesimo oggetto della discordia? Forse. E se da un lato c’è chi recrimina il fatto di aver pagato, illo tempore, a caro prezzo il fio del proprio essere fuori dalle righe, proprio in virtù di un paese che, in termini di “chiacchiere” non la risparmia e non la perdona a nessuno, c’è chi si appella a un certo bon ton che non sarebbe stato sufficientemente attenzionato.
Eppure, in barba a qualsivoglia voce di corridoio, di fronte alla soddisfazione di chi, a costi ridotti, ha coniugato piaceri della tavola e della pur sana convivialità, sembrerebbe non esserci “morale” che tenga. Le critiche, a detta loro, sarebbero solo un problema di chi non sa divertirsi e stare al gioco. Del resto s’è mai visto un pigiama party orfano di letto? I pensieri “peccaminosi”, seppure incentivati dalle foto a tema e piuttosto disinibite, sono un rischio che non si poteva evitare e che sta nella natura delle cose. Se non nella testa di chi critica e giudica.
Lui, dal canto suo, lo chef festaiolo, ci riferisce che Villa Fenice ormai è una grande famiglia che crea indotto all’interno del paese e che sicuramente non finisce qui…!
Può darsi che si imponesse necessario l’intervento del “forestiero” per svecchiare l’aplomb di un paese fin troppo impostato su clichet ormai a dir poco obsoleti. Che dice… dice… ma sempre degli altri. Una sorta di saturno che ingoia i propri figli.
E’ questo il caso peraltro non proprio raro in cui si tira fuori la sentenza dei posteri che non osiamo immaginare
Consapevoli che il limite fra il decoro e il non decoroso è alquanto labile non rimane che fare fede all’assunto per cui vale sempre tutto e il contrario di tutto e che di ogni verità vale sempre anche il suo contrario.

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