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Mussomeli, torna la bacheca di chi cercava l’America

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Mussomeli – Ieri a Palazzo Sgadari si è riaperta una pagina dolorosa della storia del nostro paese. Le migrazioni verso l’America che tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento hanno visto protagonisti -tra gli altri- i nostri concittadini. Grazie all’iniziativa di Piero Amico -zelante mussomelese e attento osservatore- che si è fatto promotore del progetto, ieri è stata restituita alla comunità un pezzo della sua storia. La bacheca informativa della Compagnia di navigazione Cosulich che riportava gli orari degli arrivi e delle partenze dalle e per le Americhe. Il lavoro di presentazione è avvenuto a Palazzo Sgadari alla presenza del sindaco Catania, degli assessori Lo Conte e Valenza, della storica Pinella Langela -autrice del restauro- della prof.ssa Sonia Bruno, dell’immancabile Rita La Monica e del promotore del progetto, Piero Amico. Ognuno è intervenuto, a vario titolo, sul vasto capitolo dell’immigrazione e sulla più ristretta pagina di quella mussomelese, partendo da quella “lamiera” arrugginita apparentemente insignificante e che invece si è rivelata scrigno prezioso per la memoria di una comunità. E oltre! Proprio Palazzo Sgadari sarà la destinazione definitiva della bacheca, sapientemente restaurata e restituita a nuova luce da Pinella Langela che, al lavoro manuale, ha associato anche un lavoro di ricerca storica ed artistica, coadiuvata dal prof. Marcello Saija e dall’architetto Cris Nucera. A lavori ultimati, relatori e pubblico, si sono recati presso Piazzale Concordato -sede peraltro della Banca di Credito S. Giuseppe- dove è stata “svelata” la copia della bacheca, mentre l’originale -come è già stato detto- troverà collocazione presso la nobile sede dello Sgadari. Che quel pezzo di latta possa diventare meta di pellegrinaggio per quanti vorranno rendere omaggio alla memoria dei loro cari che inseguirono il sogno di farsi americani. Un pezzo di latta a cui sono stati affidati i timori e le paure e perchè no? anche la speranza. Il desiderio di riscatto da una miseria che sa di condanna senza tempo e senza storia. Lacrime che sono le nostre radici e la nostra memoria. Lacrime… di sconcertante attualità. La (s)partenza che inevitabilmente “smembrava parentele, recideva affetti, mutava sentimenti” come ebbe a dire il caro, grande Sciascia. Molti tornarono, cambiati sicuramente, altri si smarrirono nell’oceano della sterminatezza, portando con sè il dolore del distacco. Gli arrivi e le partenze. Il dolore di chi resta e le stazioni di smistamento dei neo arrivati. Un viaggio spesso senza ritorno, trasfigurato nel mito e nell’utopia, meta di successi, forse mai realizzati ma semplicemente sognati. E le interminabili traversate oceaniche, stipati nelle stive, in condizioni precarissime. Molti… al loro ritorno… non parlarono più. Chiusi nel dolore di un sogno infranto. Appena qualche dollaro inviato alle famiglie per il più elementare sostentamento economico. Altri invece… e furono tanti… fecero fortuna e, in qualche modo contribuirono a risollevare le sorti di questa povera Sicilia. Un pezzo di cuore mai dimenticato.

Un corale, sentito ringraziamento alla sensibilità di Piero Amico per il nobile pensiero.

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