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Nove anni fa l’assassinio del giovane medico Aldo Naro, lo struggente pensiero di «mamma coraggio»

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Struggente il pensiero che mamma coraggio ha dedicato al suo ragazzo massacrato di botte fino ucciderlo. Assassinato, esattamente nove anni fa, alla discoteca «Goa» di Palermo.

Lì, quella maledetta notte tra il 14 e il 15 febbraio del 2015 il venticinquenne medico di San Cataldo, Aldo Naro è stato ucciso. E da allora, tra i vari profili creati su un notissimo social network v’è anche la pagina «Io Sono Aldo Naro». Per non dimenticare. Per chiedere giustizia. Per conoscere la verità. Quella che i genitori di Aldo, a nove anni di distanza, attendono ancora

E il ricordo di mamma coraggio, Anna Maria Ferrara, di poche ore fa, trasuda di dolore. Così composto e di così profonda sofferenza che merita di non essere anche sfiorato nell’essenza.

«Aldo…

ripensando alla notte di 9 anni fa…

mi vengono i brividi.

La persona più importante, la più preziosa..

la tua persona, trattata come l’intima.

Calciata, pestata, maltrattata sino a farle esalare il suo ultimo respiro.

in questi 9 anni ho visto, ho sentito.. ma nulla sapeva di verità.

E la verità è che tu sei stato ucciso davanti a tutte le persone con cui eri e ai presenti;

ed ognuno di loro ha preferito girarsi, distogliere lo sguardo e anche distaccarsi totalmente dalla realtà. creando una propria verità verità.

perché mentire?

perché?

non potrò mai spiegarmelo

non riuscirò mai ad avere una risposta.

una cosa però l’ho capita.

tu sei stato ucciso il 14/02/2015

sei ucciso ad ogni udienza

sei ucciso ogni giorno dove non ci sei

sei ucciso ogni giorno dove non hai e non abbiamo giustizia.

ma tu vivi

vivi quando ti sogno

vivi quando mi sussurri di andare piano

vivi quando sognandoti, mi chiedi di visitarmi perché se quello che c’è è tenuto sotto controllo

tutto può essere curato.

e poi alla fine io ho due noduli al seno.

tu ci sei

e ci sarai per sempre.

ed io sono grata ed arrabbiata

per tutto.

per quello che ero, che eravamo e che saremmo stati.

Non voglio più nascondere quello che realmente è.

tu sei un martire. Hai vissuto per dimostrare che eri, per poi morire nelle mani di persone che non meritavano nulla.

ma tu continui ad essere,

nonostante tutto.

nonostante la mafia non esista,

nonostante i miracoli non esistono.

io so di avere un possibile tumore in me

e tu sei stato ucciso il 14 febbraio 2015.

a me l’hai detto tu

a te purtroppo non l’ha detto nessuno.

non ti ha tutelato nessuno

e mi piange il cuore per questo.

ti ringrazio e mi insegni tutti i giorni

la pazienza, l’amore, il perdono, la perseveranza.

tutti i giorni.

non c’è giorno in cui il mio pensiero non ti sia rivolto.

non c’è giorno in cui il mio sguardo non sia rivolto verso di te

e non c’è giorno in cui non ti vorrei con me.

mi manchi, sempre e in ogni momento.

guardo il cielo e per me ci sei soltanto tu.

Giustizia per Aldo Naro».

E non stante i diversi processi celebrati per questa luttuosa vicenda, ancora la parentesi legata all’omicidio è in corso dinanzi alla corte d’Assise di Palermo. Con tre imputati alla sbarra perché ritenuti coinvolti in questo delitto, di cui s’era già accusato un buttafuori abusivo, a quel tempo minorenne, già tornato libero.

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