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Occhio alla “truffa del telefono rotto”. Diversi tentativi a Mussomeli e nel Vallone ai danni di anziani e genitori

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Mussomeli – «Ciao mamma mi è caduto il telefono,e ora è rotto.  Questo è il mio nuovo numero, puoi salvarlo e scrivermi?» con questo messaggio o una frase simile comincia la nuova truffa WhatsApp che prende di mira genitori e parenti anziani. A Mussomeli ci hanno segnalato la presenza di questo raggiro che, purtroppo, si ripete sempre più spesso nel Vallone. L’ultimo in ordine di tempo riguarda una girno di 80 anni che ha ricevuto lo stesso messaggio via sms e su WhatsApp. Per fortuna la donna non solo non si è lasciata irretire dall’imbroglio che fa leva sul bisogno di aiuto dei figli ma ha immediatamente capito che si trattava di malintenzionati, bloccando il numero. È una tipica truffa di phishing, in cui un cybercriminale si procura un database con migliaia di numeri di telefono e invia un messaggio in massa a tutti i numeri in rubrica sperando che qualcuno venga adescati.

Purtroppo, la truffa è tanto semplice quanto efficace e le vittime sono quasi sempre persone anziane o poco abituate a usare le nuove tecnologie. La vittima, ad esempio un signore anziano, riceve un messaggio su WhatsApp da uno sconosciuto che afferma di essere suo figlio e che, per qualche motivo, non ha più accesso al suo numero di telefono: il cellulare non funziona, è stato oggetto di furto o qualche altro motivo plausibile. La conversazione continua e il criminale scrive di trovarsi in una situazione di emergenza e di aver bisogno urgente di denaro che, per altre ragioni, non può prelevare. Il truffatore chiede al genitore di effettuare un bonifico istantaneo. La vittima, costretta dall’urgenza e poco abituata a riconoscere questa tipologia di truffa, cade nel tranello e invia il bonifico sul conto di una terza persona.

Le scuse addotte e scritte in chat dal mittente sono che ha perso il telefono, ha bisogno urgente di denaro, non ha accesso al suo conto né alle carte di pagamento, per motivi non meglio precisati. È poco plausibile che una persona si trovi in una situazione così complicata. Inoltre, se il parente prova a chiamare il criminale per avere chiarimenti la risposta sarà sempre che la linea è disturbata e che non può parlare al telefono.Un altro elemento caratteristico di queste truffe informatiche è il meccanismo psicologico: si sfrutta lo stato di necessità e di urgenza che incide sulla vittima. “Suo figlio si trova in difficoltà e se non fa subito un bonifico, potrebbe avere dei problemi seri”. In questa situazione di stress, talvolta, gli anziani non sono portati a elaborare razionalmente le informazioni e reagiscono in modo automatico e indotto. Infine, hanno concluso attenzione perché queste operazioni vengono realizzate da organizzazioni straniere, per cui i messaggi sono scritti male soprattutto in riferimento alle risposte fornite alla vittima.

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