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Operaio morì dopo incidente sul lavoro, confermata una condanna

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Caltanissetta – È per una morte bianca che il suo datore di lavoro è finito sotto processo. E, ora come allora, è stato riconosciuto colpevole.

Affermazione di responsabilità che è stata confermata, come chiesto da procura generale e parti civili,  a carico a carico dell’imprenditore gelese Davide Catlano ancora una volta ritenuto colpevole di omicidio colposo. E in secondo grado gli è stata confermata dalla corte d’Appello di Caltanissetta la pena a un anno e mezzo. E già in primo grado l’imputato è stato pure condannato al pagamento di una provvisionale e del risarcimento dei danni in favore delle parti civili.

Condanna che è legata al decesso di un operaio, il sessantatreenne gelese Giuseppe Fecondo, morto sette anni addietro per un incidente sul lavoro.

La disgrazia risale al luglio del 2015, quando l’operaio stava lavorando al tetto di un capannone della zona industriale.

D’improvviso è precipitato al suolo da parecchi metri d’altezza. L’impatto gli ha provocato gravi ferite. È stato soccorso e trasferito subito all’ospedale di Gela.

Lì è arrivato ancora in vita. Ma poi il quadro clinico si è aggravato e le sue condizioni di salute sono precipitate. Fino all’irrimediabile.

La tragedia ha poi lasciato spazio a strascichi giudiziari che hanno interessato il suo datore di lavoro, tirato in ballo perché – secondo l’impianto accusatorio – i sistemi di sicurezza offerti all’operaio in quella circostanza sarebbero stati carenti.

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