Home Cronaca Prestiti a tassi da “cravattari”, le accuse non vacillano: due condanne

Prestiti a tassi da “cravattari”, le accuse non vacillano: due condanne

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Caltanissetta – Prestiti a tassi da “cravattari”. Denaro a strozzo a imprenditori in difficoltà. Un cliché purtroppo già visto e rivisto. Ed è quello che è stato ancora contestato a due imputati che, dal canto loro, hanno sempre respinto a muso duro le accuse.

Gli stessi che, esattamente col termine del primo grado del giudizio, anche in questo secondo passaggio in aula ne sono usciti con l’affermazione di responsabilità.

Condanne confermate, in appello, per Salvatore e Roberto Ingegnoso con pene a due anni e sei mesi di reclusione. E già in primo grado alle parti civili è stato riconosciuto il diritto a un risarcimento dei danni da stabilire poi in un procedimento dedicato.

Nel nuovo processo, presumibilmente non l’ultimo, ancora una volta il teorema accusatorio non ha vacillato così da fare confermare il precedente verdetto.

Secondo l’accusa i due avrebbero prestato soldi a imprenditori in difficoltà – gli stessi che si sono costituiti parti civili – pretendendone poi la restituzioni a tassi soffocanti.

Questo il leitmotiv dell’inchiesta che li ha coinvolti.  Sullo sfondo, sempre secondo il teorema accusatorio, presunte commistioni con funzionari d’istituti di credito per il reperimento delle somme da prestare poi con tassi usurai.

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