Home Cronaca Prostituzione, la “verità” degli indagati: uno di loro torna libero

Prostituzione, la “verità” degli indagati: uno di loro torna libero

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Caltanissetta – C’è chi si difende e chi fa scena muta tra gli accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. E, alla fine, il solo che ha scelto la via del silenzio è tornato in libertà. Seppur l’annullamento del provvedimento, con la revoca dei domiciliari, è legata a questioni di salute.

Scarcerato il settantottenne Antonino Comunale – difeso dagli avvocati Giuseppe Iannello e Gandolfo Mancuso –   per il venir meno delle cautelari.

È tra i coinvolti nell’inchiesta anti prostituzione dei carabinieri che poco più di una settimana fa ha fatto quattro provvedimenti cautelari e obbligo di dimora per un quinto.

S’è difeso anche il professionista Sandro Valenza – assistito dagli avvocati Calogero Vinci e Gandolfo Mancuso – accusato di avere affittato camere da letto di un suo appartamento a squillo in arrivo dal Sudamerica. Ai magistrati ha spiegato la sua verità.

Così come il commesso della procura nissena, Vincenzo Riccobene di 54 anni e la moglie, la colombiana Gaviria Adriana Maria Toro di 38 – assistiti dall’avvocato Salvatore Candura – pure loro comparsi al cospetto dei magistrati.

Riccobene ha asserito di essersi invaghito della donna colombiana conosciuta in un bar, fino a proporle il matrimonio. Che s’è poi celebrato civilmente al Comune di Caltanissetta. «Volevo farle cambiare vita, ma non è stato possibile», ha spiegato l’uomo. Già perché la moglie si sarebbe prostituita per mantenere economicamente figli e anziani genitori che vivono in Colombia.

Ed entrambi, ai magistrati, hanno fornito al stessa versione die fatti. Lui, non avrebbe mai preso un soldo dall’attività di meretrici di lei. «Anzi mi aiutava se qualche mese ero in difficoltà per pagare l’affitto», ha aggiunto la donna.

S’è difeso, durante l’interrogatorio, anche il “tassista delle lucciole”, come la procura ha ritenuto che sia stato il cinquantaduenne nisseno Francesco Vittorioso –  assistito dall’avvocatessa Francesca Cocca – che era e rimane sottoposto a obbligo di firma.

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