Home Attualità L’architetto Nigrelli su Piazza Umberto: “L’imposizione di gesti innaturali non è modernità....
Palermo – E’ uno dei giovani architetti più apprezzati nell’isola, vanta collaborazione di prestigio e in tutta Italia . Salvatore Nigrelli si trova a Palermo dove vive ormai da oltre un decennio ma è mussomelese fino al midollo. E su una questione “lavori in Piazza Umberto” ha espresso il suo autorevolissimo parere, una riflessione lucida e ragionata che ha convinto e raccolto apprezzamenti amplissimi. «Tutte le grandi trasformazioni – scrive il libero professionista – hanno avuto come preludio accesi dibattiti e discordanti visioni. Per Mussomeli avere la reale possibilità di miglioramento dei propri luoghi, Piazza Umberto tra gli altri, è di sicuro un motivo di orgoglio e una testimonianza del lodevole impegno dell’amministrazione. Proprio l’importanza del momento storico ci deve far riflettere e discutere su quale sia la trasformazione di cui saremo testimoni. Non voglio entrare nel merito puntuale del progetto – precisa poi il progettista – , sia per la mia non accurata conoscenza di esso sia per il rispetto di coloro i quali vi hanno lavorato, con evidente impegno e fatica nella ricerca della dea Modernità. La modernità però non si esprime attraverso la violenta imposizione di gesti innaturali che stravolgono il concetto dello spazio e del luogo. La modernità è uno stato mentale che deve portare il progettista ad un equilibrio compositivo tra gli elementi a sua disposizione, sia essi passati, presenti o futuri.La comprensione della storicizzazione delle giaciture – osserva Nigrelli – è di fondamentale importanza perché, oltre alla visione rispettosa e conservativa dell’intervento, c’è una ulteriore motivazione pratica. Ad esempio, il Monumento ai Caduti si trova oggi in quella posizione semplicemente perchè quella è la posizione giusta. I nostri avi non avevano google heart ma riflettevano tanto. Lo spazio scenico triangolare, generato dai fronti, giustifica l’attuale posizionamento, in quanto lo pone come elemento centrale e simmetrico rispetto al fondale scenico, chiuso ai lati dalle quinte laterali. Chi arriva in Piazza Umberto, oggi ha una prospettiva centrale di insieme che in modo naturale e simmetrico accompagna la visione dello spazio, che si conclude nel Monumento, giustamente posizionato parallelamente al fronte retrostante. Lo spostamento prevede pure una rotazione che ne compromette la visione e lo pone fuori asse rispetto al fulcro della piazza. Non parlo di bello o di brutto, di mi piace o non mi piace, parlo di gestione ragionata degli spazi, parlo di relazioni prospettiche forzate (visibili solo ai fortunati che girano in elicottero).