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«Qualcuno mi ha spinto a fare queste cose», baby pusher ammette e si pente

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Caltanissetta – Qualcuno lo avrebbe costretto a spacciare. Qualcuno lo avrebbe spinto «a fare queste cose». Dichiarazioni spontanee che sono state rese, dinanzi il gip del tribunale dei minori di Caltanissetta, Bianca Maria Bonafede ,  dal sedicenne arrestato dai carabinieri per droga, e che poi, dopo la convalida, è stato sottoposto a obbligo di permanenza in casa con il permesso di frequentare le lezioni a scuola.

Il ragazzino, che non ha aggiunto altro su chi lo avrebbe spinto allo spaccio di droga ma sostenendo di volere stare in libertà, ha poi mostrato pentimento. E d’altronde, già prima del suo interrogatorio di garanzia ha presto assunto un atteggiamento collaborativo con i carabinieri che lo hanno intercettato e poi arrestato.

Sì, perché lui stesso poi, durante la perquisizione in casa ha indicato ai carabinieri dove teneva altra droga oltre quella che gli è stata sequestrata al momento dell’arresto. Provvedimento che è scattato perché è stato proprio il suo atteggiamento a tradirlo.

I militari, infatti, poco prima delle dieci e mezzo di sera, hanno notato un giovane, con il cappuccio in testa,  che alla vista della pattuglia ha immediatamente cambiato direzione con il suo velocipede elettrico. E in quei frangenti ha compiuto altre manovre che hanno fortemente insospettito i militari di pattuglia che lo hanno presto raggiunto.

Ma durante quel brevissimo inseguimento il ragazzino s’è disfatto di un involucro lanciandolo tra le auto in sosta. Pacchettino che è stato presto recuperato dagli stessi carabinieri.

Dentro v’erano quattro stecchette di hashish e altri due pezzetti della stessa sostanza per un totale di poco più di una decina di grammi. In più gli sono stai trovati nella tasca del giubbotto venticinque euro in banconote di piccolo taglio, ritenuti possibile guadagno della sospetta attività di spaccio.

Poi i controlli si sono spostati nella sua abitazione. E lui stesso ha indicato ai militari che all’interno di un borsone sistemato in terrazza, tra lenzuola, v’era altro “fumo”. Altri novantuno grammi o poco più.  E in sala da pranzo, all’interno di un vasetto di vetro, v’erano poco meno di due grammi e mezzo di marijuana.

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