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Ricorso contro l’elezione all’Ars del sindaco Catania, fiato sospeso con giudizio che slitta a dicembre per nuovi atti

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Mussomeli – Col fiato sospeso. Tutto è rimandato al primo dicembre. È il primo fuoriprogramma nel giudizio dinanzi il Tar di Palermo, sulla ipotetica ineleggibilità all’Ars del sindaco di Mussomeli, Giuseppe Catania di Fratelli d’Italia.  Il perché è presto spiegato.

Il legale che assiste i cittadini di Gela che hanno presentato il ricorso sull’elezione di Catania, l’avvocato Giovanni Immordino, ha depositato in extremis nuovi atti entrati nel fascicolo. Da qui la richiesta di un termine da parte degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, che assistono lo stesso sindaco di Mussomeli, per analizzare gli incartamenti.

E il presidente del tribunale, Francesco Micela, ha rinviato l’udienza al primo dicembre prossimo, per la definizione, almeno in prima battuta, della delicata questione.

In ballo, in questo contenzioso al vaglio del Tribunale amministrativo di Palermo, v’è un seggio all’Assemblea regionale siciliana. Un braccio di ferro tutto tra meloniani. Sì, perché a beneficiare di una eventuale esclusione di Catania sarebbe proprio il coordinatore cittadino di Fdl a Gela, Salvatore Scuvera.

Il ricorso, che sarebbe partito dal gruppo gelese di Fdl, pone sul tappeto la presunta questione d’incompatibilità in cui si troverebbe Catania per mantenere la poltrona tra gli scranni di Sala d’Ercole. Perché, secondo i contenuti dell’impugnativa, rivestiva il ruolo di presidente della Srr, la società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti nei territori della parte nord della provincia di Caltanissetta, oltre che sindaco di Mussomeli.

Somma di cariche che – secondo i contenuti del ricorso – lo renderebbero incompatibile con la sua elezione a parlamentare regionale.

Uno scenario che ricalca un po’ quanto accaduto nel Trapanese con l’elezione di Nicola Catania, ex sindaco di Partanna e presidente della Srr Trapani sud, pure lui di Fratelli d’Italia, ma dichiarato decaduto con effetto immediato l’estate scorsa e poi riammesso sulla base dell’appello presentato.

Peraltro nei giorni scorsi, in aula, all’Ars, si era ventilata l’ipotesi di una norma «salva-ineleggibili» che, però, alla fine è saltata. Caso contrario avrebbe consentito a quattro deputati regionali – in particolare gli stessi Giuseppe e Nicola Catania, oltre a Dario Daidone (tutti e tre di Fdl) e Davide Vasta di Sud chiama Nord – di salvare la poltrona.

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