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Sabato, all’incontro di ANPI Bella Ciao di Mussomeli, si parlerà di agromafie con Antoci e Anselmo

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Mussomeli – La lotta alla mafia agropastorale in Sicilia, la sfida ai boss e a un business di milioni di euro guadagnati per anni in silenzio da Cosa nostra nel libro verità “La mafia dei pascoli”, di Nuccio Anselmo e Giuseppe Antoci, ex presidente del Parco dei Nebrodi scampato miracolosamente a un attentato nel 2016. Se ne parlerà sabato, 16 novembre,  alle ore 18 presso il Salone della Chiesa di san Francesco dove i due autori parleranno della loro creatura, il volume “la Mafia dei Pascoli”. Ad organizzare l’evento la sezione ANPI Bella Ciao di Mussomeli,mentre il compito di moderare l’incontro spettera alla giornalista Giusy fasino. Previsti gli interventi del sindaco,  dei due “padri” del volume,  e di Giuseppe Cammarata, Presidente provinciale ANPI.

Il libro – In questo libro, con prefazione di Gian Antonio Stella, Antoci racconta a Nuccio Anselmo, giornalista di cronaca giudiziaria della “Gazzetta del Sud”, la sua esperienza, e il coraggio di tanti altri servitori dello Stato che gli hanno consentito di andare avanti nella sua battaglia contro i clan dei pascoli che, per anni, terrorizzando allevatori e agricoltori onesti, hanno incassato contributi dell’Unione Europea perfino attraverso “regolari” bonifici bancari nonostante i terreni fossero lasciati incolti. Un giro d’affari di quasi tre miliardi di euro nei soli ultimi 10 anni. Nessuno vedeva o denunciava. Fino a quando in quei boschi meravigliosi e unici al mondo non è cambiato qualcosa: l’arrivo di Giuseppe Antoci, che è riuscito a spazzare via la mafia dal Parco realizzando un protocollo di legalità che poi è diventato legge dello Stato ed oggi è applicato in tutta Italia. Un percorso lungo, non privo di ostacoli e pericoli, in cui ha visto lo stesso protagonista rischiare la vita. La notte tra il 17 e il 18 maggio 2016, infatti, Antoci è stato vittima di un attentato, dal quale è uscito illeso solo grazie all’auto blindata e all’intervento armato del vice questore Daniele Manganaro e degli uomini della sua scorta.

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