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Santiago Rivera, nazionale di pallanuoto argentina in Sicilia per allenarsi, visita mussomeli

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Mussomeli – Si chiama Santiago Rivera, ha diciassette anni ed è venuto in Sicilia dall’Argentina per prepararsi ai mondiali di pallanuoto che quest’anno si terranno proprio in Argentina. Il giocatore della nazionale di pallanuoto argentina stavolta ha scelto l’isola bella per il consueto scambio che viene effettuato, ogni anno, in previsione dei mondiali. In barba al numero uno in Italia che è il Brescia, con cui si era allenato lo scorso anno. Il campione stavolta ha elegantemente declinato l’invito, preferendo una rotta decisamente più a Sud. Una scelta di campo di certo non casuale ma che piuttosto tradisce quel rapporto filiale Italia-Argentina, una sorta di cordone ombelicale che non si è mai reciso. Da quando è iniziata l’ondata migratoria dei nostri connazionali verso il sud America ad ora che la Terra restituisce i suoi figli. Ristabilendo le coordinate tutte della storia all’interno dei suoi -vichiani- corsi e ricorsi! E’ proprio in Sicilia che i genitori di Santiago vorrebbero mettere radici, col padre imprenditore, esperto nel settore gastronomico alberghiero. Intanto Santiago si allena al CUS, il centro universitario sportivo di Palermo, accompagnato dal padre Erman. Il quartier generale da cui ha preso le mosse l’avanzata di Santiago verso il cuore pulsante della Palermo sportiva, non poteva che essere la casa di Erica e Javier, i coniugi argentini che a Mussomeli ormai hanno casa e putìa, sempre operativi e disponibili per i loro connazionali che vorrebbero trasferirsi a Mussomeli. Figurarsi se trattasi di amici fraterni, come Erman e Javier. A Rosario, Erman sta vendendo per investire in Sicilia. Un altro italiano all’estero il cui cognome, Riva, tradisce non solo le origini, italiane, ma anche, per assonanza, un certo, innato talento per lo sport. “In Argentina, oggi, si vivono momenti di vero e proprio terrore, una criminalità importantissima, a Rosario, ogni giorno si corre il rischio di morire vittime di colpi di pistola, a causa di una cruenta guerra narco attualmente in corso. Da qui la ricerca di nuovi destini, più sicuri anche economicamente”. Così riferisce Erica che vede in questa migrazione al contrario il momento buono per un ripopolamento dell’Italia che, dal canto suo, subisce tutto il male dell’esodo. “Una soluzione 100% sostenibile” precisa Erica, l’argentina innamorata della nostra terra. La famiglia Rivera rimane a Palermo fino al 3 maggio, poi farà ritorno in patria per la disputa del mondiale. Già terminati gli studi superiori, l’atleta dopo la sfida dei mondiali si troverà a fare la scelta decisiva, quella universitaria, e magari non disdegnerà di compiere la sua carriera scolastica fra il sole, il mare e le bellezze artistiche siciliane che tanto lo hanno incantato. Come succede a tutti del resto. Noi a Stendhal opponiamo Goethe. E, mentre Santiago sonda le acque, Erman investiga i mercati, paese per paese, da una punta all’altra della Sicilia. Verosimilmente prenderà casa a Mussomeli, in cui è stato ospite con il figlio atleta,  per meglio approfondire le sue ricerche con l’intenzione e l’ambizione di produrre un’eccellenza, grazie ai prodotti locali made in Sicily. Per Santiago al Telimar, Siracusa, primi fra le squadre di pallanuoto, si è aperta una strada di non ritorno per giocare. Il ragazzo ha delle doti straordinarie, non solo specifiche ma soprattutto nel fare aggregazione che è il piacevole effetto collaterale degli emigrati. “E’ nella condivisione che si trova la cifra della propria personale crescita”. Un insegnamento che, ancora una volta, arriva da fuori, ancora una volta a gamba tesa ma a braccia flesse.

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