Home Politica Scomparsa Emanuele Macaluso: il ricordo del segretario Peppe Di Cristina (PD)

Scomparsa Emanuele Macaluso: il ricordo del segretario Peppe Di Cristina (PD)

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Gela – Nel giorno della scomparsa di Emanuele Macaluso, politico, sindacalista e giornalista italiano, uno dei simboli del Partito Comunista d’Italia, Peppe Di Cristina lo ricorda così- “Essere di sinistra – scrive il segretario del pd di Caltanissetta –  ha avuto un senso perché ha migliorato la vita a milioni e milioni di persone. Ne è valsa la pena”. In queste poche semplici parole è sintetizzata l’intera vita di Emanuele Macaluso, faro e maestro di tutte e tutti noi.

Con Macaluso ci lascia uno straordinario protagonista della politica italiana, instancabilmente impegnato nella costruzione di una democrazia più forte e di un Paese più giusto.

Sin dal suo impegno da giovanissimo dirigente sindacale Macaluso dimostrò di sapere che solo attraverso la riduzione delle disuguaglianze sociali e l’inclusione delle masse popolari nella vita democratica sarebbe stato possibile costruire un Paese più moderno.

Questa consapevolezza guidò tutto il suo percorso sindacale e politico: la guida della CGIL siciliana nel pieno della lotta contro mafiosi e sfruttatori, la costruzione accanto a Togliatti del “Partito nuovo”, la Direzione dell’Unità negli anni di Enrico Berlinguer, il suo contributo culturale e politico in ogni passaggio della sinistra italiana.

Macaluso  – prosegue Di Cristina – è stato un comunista italiano, ma il suo comunismo ha avuto davvero poco a che fare con l’Unione sovietica e la rivoluzione. Ha avuto molto a che fare, invece, con la volontà di migliorare la vita reale di milioni di donne e uomini, restituendo loro potere, diritti e rappresentanza.

Anche per questo la sua ultima stagione è stata spesa nel tentativo di restituire ambizione e coraggio ad una sinistra che spesso gli appariva timida e priva di idee, schiacciata in un presentismo che la rendeva incapace di osservare con sguardo autonomo la vita reale delle persone. ‘Essere di sinistra ha avuto un senso perché ha migliorato la vita a milioni e milioni di persone. Ne è valsa la pena’. In queste poche semplici parole è sintetizzata l’intera vita di Emanuele Macaluso, faro e maestro di tutte e tutti noi.

Con Macaluso ci lascia uno straordinario protagonista della politica italiana, instancabilmente impegnato nella costruzione di una democrazia più forte e di un Paese più giusto.

Sin dal suo impegno – prosegue l’esponente del Pd – da giovanissimo dirigente sindacale Macaluso dimostrò di sapere che solo attraverso la riduzione delle disuguaglianze sociali e l’inclusione delle masse popolari nella vita democratica sarebbe stato possibile costruire un Paese più moderno.

Questa consapevolezza guidò tutto il suo percorso sindacale e politico: la guida della CGIL siciliana nel pieno della lotta contro mafiosi e sfruttatori, la costruzione accanto a Togliatti del ‘Partito nuovoì, la Direzione dell’Unità negli anni di Enrico Berlinguer, il suo contributo culturale e politico in ogni passaggio della sinistra italiana.

Macaluso è stato un comunista italiano, ma il suo comunismo ha avuto davvero poco a che fare con l’Unione sovietica e la rivoluzione. Ha avuto molto a che fare, invece, con la volontà di migliorare la vita reale di milioni di donne e uomini, restituendo loro potere, diritti e rappresentanza.

Anche per questo la sua ultima stagione è stata spesa nel tentativo di restituire ambizione e coraggio ad una sinistra che spesso gli appariva timida e priva di idee, schiacciata in un presentismo che la rendeva incapace di osservare con sguardo autonomo la vita reale delle persone.

Per Macaluso la politica era storia che si faceva vita reale, era un processo di incivilimento individuale e collettivo, era un imparare a stare insieme riconoscendo se stessi e gli altri.

Senza di lui ci troviamo tutte e tutti più soli, ma la sua vita ed i suoi insegnamenti restano un tesoro prezioso.

“Chi prende l’acqua da un pozzo non dovrebbe mai dimenticare chi l’ha scavato”, questo ci ha detto in un suo bellissimo libro del 2013. Ecco, a quel pozzo noi continueremo a tornare e lo faremo ricordando Emanuele Macaluso.

Per Macaluso la politica era storia che si faceva vita reale, era un processo di incivilimento individuale e collettivo, era un imparare a stare insieme riconoscendo se stessi e gli altri.

Senza di lui ci troviamo tutte e tutti più soli, ma la sua vita ed i suoi insegnamenti restano un tesoro prezioso.

‘Chi prende l’acqua da un pozzo non dovrebbe mai dimenticare chi l’ha scavatoì, questo ci ha detto in un suo bellissimo libro del 2013. Ecco – conclude Di Cristina – , a quel pozzo noi continueremo a tornare e lo faremo ricordando Emanuele Macaluso.

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