Home Cronaca Secondo weekend in dehor: tra rischio ragionato e timore non scongiurato

Secondo weekend in dehor: tra rischio ragionato e timore non scongiurato

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Mussomeli – Secondo weekend in dehor. Si sono sfidate anche le temperature non proprio clementi di fine maggio in virtù del ritrovato piacere di una serata al tavolo di un locale fra amici e bella gente. E nel nostro paese del vento di “tramontana” che, col suo soffio ineffabile e prepotente, rappresenta una presenza costante, a volte quasi indesiderata, del luogo …  pub e pizzerie hanno registrato sold out per il secondo weekend consecutivo. Il via libera ai tavoli all’aperto è stata la prima tappa di una road map per la ripresa in (pre)visione dell’ulteriore allentamento delle restrizioni che entrerà in atto già a partire da domani, martedì 2 giugno. Un tema caldo, quello della ristorazione oggi che apre un varco sull’ormai chiacchieratissimo “rischio ragionato” che è stato il criterio base della decisione delle riaperture del Presidente del Consiglio Mario Draghi, supportato dall’altrettanto chiacchierato ministro Speranza. Ha retto lo spazio all’aperto e chi non l’aveva si è dovuto attrezzare, inaugurando una nuova fase dell’estetica e dell’etica cittadina, contravvenendo, forse, ai più rigidi canoni del bon ton da tavola e disegnando “en plain air” su piazzette e strade una coreografia degna delle più note capitali europee. La risposta dei termini numerici è stata eccellente, un noto ristorante del luogo riferisce 400 coperti nella sola serata di sabato. Ma si vive come in uno stato di lunga convalescenza, un passato che non è affatto passato, un presente del quale si sta cercando di trarre il massimo possibile e un futuro decisamente incerto. L’incubo che questa possa essere solo una breve fortunata parentesi estiva aleggia come uno spettro sulle coscienze di ognuno Un fardello del quale, più o meno consapevolmente, nessuno è esente. Il ricordo assume le sembianze della consapevolezza rendendo la percezione decisamente più critica e difficile frattanto che il pensiero con voli pindarici spazia dal vaccino alle varianti. Mentre la polemica ora si focalizza sul coprifuoco delle ventitré che, in un fiat, ha reso la città deserta. I controlli da parte delle Forze dell’Ordine che comunque non sono mai mancati sul territorio si sono intensificati già a partire dalle ore pomeridiane. E al di là dell’ ormai superata polemica tra figli e figliastri che da domani dovrebbe equiparare tutte le strutture –sia quelle dotate di spazi aperti che quelli non- i proprietari dei locali –i quali già si sentono graziati dalle concessioni del Decreto- si chiedono e ci chiedono “mi spiegherebbe qualcuno come facciamo noi a rimettere in ordine in locale dal momento che siamo comunque obbligati a rispettare tassativamente l’ora del rientro allo stesso modo dell’ultimo cliente? Si parla di ripartenza ma fino ad ora solo fumo negli occhi”. La disillusione è tanta e le difficoltà fin troppo evidenti che la sottile coltre del chiacchiericcio sotto il pergolato e qualche incerta risata non riescono a nascondere!

Osservato così da lontano … sembra davvero lo scenario di un teatro pirandelliano … personaggi in cerca di autore!

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