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Traffico di droga, quattro condanne e un’assoluzione

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Caltanissetta – In quattro sono stati condannati, uno solo assolto. E una quinta posizione è stata stralciata perché all’epoca dei fatti l’imputato era minorenne. Questa, nei “numeri”, la conclusione del processo legato all’inchiesta dei carabinieri ribattezzata «Mola», incentrata su un presunto traffico di droga a Sommatino.

Le condanne, con pene sensibilmente inferiori a quelle che erano state chieste dall’accusa, sono piovute sul capo del cinquantaseienne Salvatore Chiarelli –  assistito dagli avvocati Danilo Tipo e Giovanni Sanfilippo – che ha rimediato 3 anni e 4 mesi contro i 16 anni di reclusione chiesti dalla procura.

E, ancora, il ventiquattrenne egiziano Said Chaban Tamraz – assistito dall’avvocatessa Adriana Vella – al quale sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi, contro gli 8 anni e 8 mesi proposti dal pubblico ministero.

Condannati, per un episodio precedente poi confluito in questo dossier, la ventitreenne Rosalia Ylenia Alletto con una pena a 5 mesi e 10 giorni e il beneficio della sospensione condizionale – per lei la richiesta è stata di un anno e quattro mesi – e il ventottenne Fabio Chiarelli, che ne è uscito con 8 mesi in continuazione. Lui per questa operazione aveva già patteggiato 2 anni e 6 mesi.

I due, adesso, sono stati tirati in ballo per un loro precedente arresto del 12 aprile del 2019 quando sono stati trovati con un paio di panetti di hashish per un peso complessivo di due etti.

Unico assolto è stato il cinquantaquattrenne Calogero Chiarelli  – assistito dall’avvocato Calogero Domante – mentre per lui l’accusa aveva chiesto la condanna a 8 anni di carcere.

Stralciata, invece, la posizione del figlio, il ventiduenne Christian Chiarelli – assistito dall’avvocato Calogero Domante – con gli atti che vanno al tribunale per i minorenni di Caltanissetta.  Sì, perché a quel tempo non aveva ancora compito la maggiore età.

Questo il pronunciamento emesso dal gup di Caltanissetta, Emanuele Carrabotta che li ha processati con il rito abbreviato per le imputazioni, a vario titolo, per loro sono di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga, singoli episodi di smercio, detenzione e porto di armi.

Al centro dell’inchiesta Mola è finito un presunto traffico di stupefacenti a Sommatino. Proprio nel rione Mola. Da qui il nome all’operazione dei carabinieri.

Lo spaccio di cocaina, marijuana e hashish, secondo gli inquirenti, sarebbe racchiuso nell’arco di tempo che va da febbraio a maggio del 2019.

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