Home Cronaca «Ucciso per uno sgarro», chiesto l’ergastolo

«Ucciso per uno sgarro», chiesto l’ergastolo

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Caltanissetta – Ergastolo per un omicidio di ventott’anni fa. Le ha chieste la procura nei confronti del presunto ispiratore della missione di morte.

Quella che nel gennaio del 1993 ha spezzato la vita dell’allora diciottenne Luca Salvatore Salerno assassinato in campagna, in contrada San Leonardo in particolare, a colpi di fucile.

E per questo delitto è finito alla sbarra il sessantunenne di San Cataldo , Raimondo Scalzo – difeso dall’avvocato Gianluca Amico  – nei confronti del quale la procura ha chiesto la condanna al carcere a vita.

Lui, che una prima volta è stato sfiorato dalle indagini per poi uscirne, tantissimi anni dopo è finito nei guai per una sua presunta inconsapevole confessione che – secondo l’accusa – avrebbe reso non sapendo di essere intercettato tra le pieghe di un’altra inchiesta che lo ha riguardato.

Mentre in precedenza sono stati già condannati per questo delitto, il cugino e il cognato che nel frattempo è deceduto.

Dal teorema accusatorio emergerebbe che Scalzo avrebbe tentato d’incaricare un tunisino per l’uccisione del ragazzo, ma poi non se ne sarebbe fatto nulla. Ad agire sarebbero stato in seguito i suoi parenti.

Il ragazzo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe pagato con la vita per uno sgarro. Qualcosa che sarebbe in qualche modo legato a un incendio d’auto.

Questo lo scenario che a tantissimi anni dalla missione di morte sta passando al cospetto della corte d’Assise di Caltanissetta.

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