Home Cronaca «Uno mandante, l’altro killer», chiesto l’ergastolo per Piddu Madonia e Mimì Vaccaro

«Uno mandante, l’altro killer», chiesto l’ergastolo per Piddu Madonia e Mimì Vaccaro

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Campofranco – Ergastolo per il capomafia di Vallelunga e il boss di Campofranco. Lo ha chiesto la procura al processo per un vecchio omicidio di mafia.

La pesantissima proposta è piovuta sul capo del boss di Campofranco, Mimì Vaccaro e del capomafia vellelunghese  Giuseppe «Piddu» Madonia – assistiti dagli avvocati Antonio Impellizzeri e Flavio Sinatra – tirati in ballo per l’uccisione del niscemese Vincenzo Vacirca, freddato da un paio di killer nel novembre del lontano 1983.

Questo quanto il pm Maurizio Bonaccorso ha sollecitato alla corte d’Assise presieduta da Roberta Serio che sta processando i due imputati tirati in ballo con ruoli differenti.

Madonia – secondo gli inquirenti – per il suo ruolo verticistico in Cosa nostra avrebbe fornito il via libera alla missione di morte.
Vaccaro, invece, sempre per i magistrati, sarebbe stato uno dei due sicari entrati in azione, l’altro è stato poi a sua volta assassinato.

Per quanto riguarda il movente, sarebbe legato all’uccisione di Salvatore Arcerito, indicato come a capo della famiglia mafiosa di Niscemi, vittima  di un agguato messo a segno il 30 aprile del 1983.

Ma in realtà quella che poi si sarebbe consumata sarebbe una vendetta trasversale. Sì, perché il vero obiettivo della rappresaglia  era stato individuato in Giuseppe Vacirca che, però, a quel tempo si è reso irreperibile. Così sarebbe stata decisa l’uccisione del fratello Vincenzo.

È in questo contesto che sarebbe maturato il presunto coinvolgimento di Madonia e Vaccaro che, adesso, rischiano una condanna al carcere a vita.

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