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Voleva soldi da una donna per evitare la diffusione di un filmato osé, estorsore condannato

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Caltanissetta – L’accusa è di avere estorto soldi a una donna per evitare di diffondere  suoi video osé. Scenario che lui stesso non ha smentito. Anzi lo ha ammesso spiegandone pure le ragioni. E adesso il quarantaduenne nisseno Alessandro Gallina – assistito dall’avvocato Alfredo Danesi – è stato condannato a 5 anni di carcere, al pagamento di una provvisionale di 20 mila euro e del risarcimento dei danni in favore della parte civile, una settantenne nissena – assistita dall’avvocatessa Maria Lo Giudice di Canicattì – secondo l’entità che verrà poi stabilita in un procedimento dedicato. E poi una serie di pene accessorie come una multa di mille euro e l’interdizione da tutti gli uffici per l’intera durata della pena. Questo il verdetto emesso dal tribunale, presieduto da Francesco D’Arrigo, che sostanzialmente ha accolto le richieste avanzate dal pubblico ministero Massimo Trifirò. L’imputato, secondo l’accusa – e come lui stesso ha poi ammesso –  nel tempo avrebbe spillato una barca di quattrini alla malcapitata. Sì, perché le avrebbe lasciato credere l’esistenza di video che l’avrebbero ritratta in momenti intimi con un professionista del quale era stata badante. E per evitare che quel filmato potesse essere diffuso, lui si sarebbe proposto come intermediario con un hacker che avrebbe potuto distruggere quel video dal pc del possessore. Tutto fantomatico. Tutto fasullo. Ma capace di suggestionare la malcapitata che in un anno e mezzo o poco più avrebbe consegnato all’imputato qualcosa come 58 mila euro. È nel momento in cui la donna s’è rivolta al fratello per avere un prestito – perché nel frattempo la banca le aveva bloccato il conto per i continui e anomali prelievi di denaro – che la vicenda è venuta a galla. E la questione è stata denunciata ai carabinieri. Così, da li a poco, è scattata la trappola. Già perché prima dell’ennesima richiesta di soldi, i militari avrebbero fotocopiato quelle banconote. Le stesse che poi sono state sequestrate a Gallina al momento del suo arresto – era il dicembre di due anni fa –  subito dopo avere incassato una tranche di 4 mila euro. Successivamente, in dibattimento, ha spiegato di «avere messo su tutto questo teatrino», perché stava attraversando un periodo di difficoltà economica.

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