Home Cronaca Abusi sessuali e botte, salta fuori il rebus di una videochiamata

Abusi sessuali e botte, salta fuori il rebus di una videochiamata

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Caltanissetta – Salta fuori il rebus di una telefonata. Una videochiamata, in particolare, che la vittima di sospetti abusi sessuali asserisce di avere effettuato insieme a lui la sera della presunta violenza e che, invece, l’accusato, nega sia mai esistita.

Una password dimenticata di quel cellulare ha impedito, almeno per il momento, di stabilire da quale parte debba pendere l’ago della verità.

È emerso nel dibattimento a carico di un imputato accusato di avere stuprato una conoscente. E per questo rischia nove anni di carcere. Questi, almeno, sono quelli già chiesti dall’accusa.

Così nei confronti di un trentaseienne che per questa vicenda è stato pure destinatario di una ordinanza di custodia cautelare.

Al centro della vicenda Saadeddine Aleyi – assistito dagli avvocati Giuseppe Dacquì e Rosario Di Proietto –   di origine tunisina ma che vive da tempo a Caltanissetta.

È  per violenza sessuale, lesioni personali aggravate e il furto, che la procura nissena ne ha chiesto il processo, anche se l’ordinanza è stata originariamente emessa solo per gli abusi.

È agli inizi del febbraio dello scorso anno che risalgono i fatti, quando l’uomo avrebbe agganciato una donna, una nissena conosciuta in precedenza.

Il tunisino avrebbe invitato una conoscente a casa sua con il pretesto di bere qualcosa. Ma da li a poco avrebbe mostrato le sue vere intenzioni.

La donna avrebbe tentato di reagire ma lui, per tutta risposta l’avrebbe presa a presa a schiaffi e pugni. Ne avrebbe abusato contro la sua volontà.

Almeno questa è la tesi accusatoria. Perché lui, dal canto suo, ha sempre negato ogni contestazione, indicandolo come una sorta di rapporto consensuale.

Prima di lasciarla andare via, peraltro, le avrebbe preso pure soldi che aveva nella borsetta. Soltanto a quel punto le avrebbe consentito di andare via.

Ma poi, per le lesioni subite, ha dovuto affidarsi alle cure dei medici dell’ospedale Sant’Elia, che hanno subito intuito la situazione.

A quel punto sono stati gli stessi sanitari ad avvertire la polizia e immediatamente una pattuglia è arrivata al pronto soccorso per raccogliere il primo racconto della donna.

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