Home Cronaca «Assaltò supermercato per bisogno», messa alla prova per baby rapinatore

«Assaltò supermercato per bisogno», messa alla prova per baby rapinatore

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Caltanissetta – Volontariato piuttosto che il rischio del carcere. Questa la scelta processuale di un ragazzino, ritenuto “terribile”, che ha tentato di rapinare un supermercato.

Ed è per bisogno che avrebbe agito. Perché – ha poi spiegato ai magistrati – sarebbero serviti soldi per fare sottoporre la sorella a un delicato intervento chirurgico in una clinica privata.

Per questo avrebbe tentato la sorte, ma senza successo. Perché era stato poi bloccato prima da un giovane nigeriano che si trovava lì per caso e, poi, dalla polizia.

Ora il diciassettenne gelese ha chiesto e ottenuto la messa alla sprova. E, intanto, a diversi mesi da quel fallito assalto consumato alle porte dell’estate scorsa, è tornato libero.

Per un anno, grazie alla formula scelta, si dedicherà al volontariato attraverso un’associazione. Questo sarà il suo percorso di redenzione.

Era il giugno dello scorso anno quando il baby rapinatore, armato di pistola giocattolo, ha fatto irruzione nel supermercato Fortè di Gela.

Sotto la minaccia di quell’arma ha intimato un cassiere a consegnare i soldi. Ma un giovane immigrato, a quel punto, è intervenuto in favore dei dipendenti del supermercato.

Da li a poco è arrivata anche la polizia nel frattempo avvertita di quell’assalto. E il diciassettenne è stato preso con le mani nel sacco, ma senza neanche riuscire a prendere il becco di un quattrino.

Poi ha spiegato agli inquirenti di avere agito perché in famiglia sarebbero serviti soldi per un’operazione chirurgica a cui avrebbe dovuto sottoporsi la sorella.

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