Home Cronaca Aurora Bullaro, nuovo e tenace medico di Pronto Soccorso all’Ospedale di Mussomeli

Aurora Bullaro, nuovo e tenace medico di Pronto Soccorso all’Ospedale di Mussomeli

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Mussomeli –  Da ottobre 2023 frequenta le corsie del Pronto Soccorso del Maria Immacolata Longo. Laureatasi a settembre dello stesso anno, a venticinque anni, giovanissima ancora, ma con le idee molto chiare, la dottoressa Bullaro, oggi, laureata e contemporaneamente abilitata, sceglie il Pronto Soccorso di Mussomeli perchè il reparto d’emergenza era e rimane tuttora la sua vocazione professionale. Dove, da marzo di quest’anno, la sua prestazione professionale, all’interno del presidio, è stata formalizzata con regolare contratto d’assunzione. Con grande gioia per la neo dottoressa e per l’utenza che può contare su una figura in più in pianta organica, ma soprattutto per i colleghi che in questa ragazza, solare ma dal piglio deciso, hanno trovato un approdo sicuro. Superfluo a dirsi ma è chiaro che non sia stato così sin dall’inizio. Perchè, se dubbi e perplessità sul genere non sono più ammessi neanche nei meandri dei pensieri remoti -anzi donna, nell’immaginario collettivo ormai è sinonimo di “marcia in più”- tuttavia… vuoi mettere… “venticinque anni e… appena laureata…non saprà neanche prendere la pressione!”. Ecco, e tiriamo a indovinare- assumendoci tutta la responasabilità del caso- questi saranno stati i pensieri poco felici e tanto meno propositivi che avranno agitato le menti (male) pensanti di certi “nonni” di reparto nei mancati sonni dei turni notturni. Eppure, con ostentata meraviglia, il dottore Nino Lanzalaco, che al Pronto Soccorso di Mussomeli ormai ci ha lasciato pure i riccioli neri e che ad Aurora ha fatto, volente o nolente, da mentore, “ma chista pari ‘nzignata”. Questo il primo accorato commento sulla preziosa collega. Proprio lui che professionalmente tanto di cappello ma non è proprio il tipo da indulgere al complimento cosiddetto facile. Perdipiù sulla professione, poi! Lui che sa di essere. Come, del resto, è giusto che sia! E quindi, convinti come siamo, che per stupire un osso duro in camice bianco come il dottore Lanzalaco, ce ne voglia, abbiamo curiosato un pò di più alla scoperta dell’intimità che custodiscono certe stanze della cura. E ne è venuto fuori un affresco fatto di buona volontà, buona proprio perchè è quella volontà di riuscire a tenere il passo fermo di chi ti sta davanti, seppure col tuo passo piccolo, sapendo che camminare insieme è il segreto per non perdersi. Ore e ore di osservazione, anche a fine turno per “annusare” l’aria, a volte anche irrespirabile e nauseabonda di un reparto sottoposto a un range di stress incalcolabile. Sempre sul filo del rasoio. Dove al sovrannumero dei pazienti che continuamente afferiscono all’Unità Operativa, fanno da misero contraltare il sottorganico dei medici e la mancanza di un anestesista quantomeno reperibile. Unica nota di demerito al momento, per la cara Aurora, sembrerebbe, sempre a detta del collega decano, l’estrema disponibilità “a metterci sempre una pezza” laddove c’è un bisogno o una mancanza da parte dei colleghi. Ma anche in questo la ragazza -ci permettiamo l’appellativo, data la giovane età- avrebbe sempre attinto a quello spirito di sacrificio che da sempre ha connotato l’operato di Nino Lanzalaco,  del decano Giosuè e del cugino Cristian Carduccio e della mussomelese d’adozione, Silvia Cordaro. Almeno ai piani bassi dell’ospedale di Mussomeli, almeno fino ad ora sembrerebbe attuarsi quella “filia” professionale tra compaesani che difficilmente si riscontra in qualsivoglia altro ambiente del paese pur detto delle confraternite. Ed è proprio nel rapporto coi colleghi che si espleta il più evidente banco di prova della formazione professionale di un medico. Perchè la competenza professionale è comunque presupposta in ogni ambito dell’etica della professione. Ma il rapporto coi colleghi, al di là di qualsivoglia regolamentazione deontologica, che pure c’è, anche se non sempre la si osserva, non è mai cosa così scontata. E ci piace pensare che… più che un fatto di formazione sia un fatto di persona e personalità… laddove nessuna forgia si impone necessaria. Perchè cetre cose, si sa, o ce le hai o non ce l’hai! Tutto il resto poi, si può acquisire…

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