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“Avvantaggiato perché vice presidente del Gal”. Così i giudici sulla ineleggibilità dell’on. Catania

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Mussomeli – I giudici della prima sezione civile del tribunale di Palermo, presieduti da Francesco Micela, hanno accolto il ricorso presentato da Melania Fontana, Claudio Collodoro e Giuseppe Dellaria e hanno dichiarato ineleggibile il deputato dell’Ars Giuseppe Catania.“Ritiene il collegio – si legge nella sentenza – che sia integrata la causa di ineleggibilità dato che Catania al momento delle elezioni rivestiva la carica di amministratore del Gal Terre del Nisseno, società senza scopo di lucro che gode di contributi da parte della Regione; e invero, il Gal nisseno rientra nel novero dei soggetti che percepiscono contributi regionali per il loro funzionamento e per il perseguimento degli scopi istituzionali loro propri, con conseguente riconduzione della qualifica di amministratore ricoperta dal resistente Catania fra le posizioni che ne escludono l’accesso alla carica di deputato parlamentare”. “È evidente – ha aggiunto il giudice – dunque, che la carica di amministratore del resistente Catania, la posizione apicale di vice presidente del Gal, il quale ha ricevuto i contributi regionali sopra indicati, rendevano il resistente concretamente e teoricamente avvantaggiato nella competizione elettorale, nel senso che – avvalendosi della particolare situazione in cui versa il soggetto ‘non eleggibile’ – egli avrebbe potuto variamente influenzare a suo favore il corpo elettorale”.

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