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Azioni di supporto psicologico rivolte al personale di polizia penitenziaria», i sindacati chiedono concretezza

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Caltanissetta – Azioni di supporto psicologico rivolte al personale di polizia penitenziaria guardando a disagio, stress e malessere. E anche nel Nisseno diventa realtà. Già al centro di una nota del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, su indirizzo politico dello stesso ministero e inserito nel documento di programmazione generale  dello stesso capo dipartimento.

Da qui, da parte del dipartimento, l’attenzione «verso l’attività di supporto al personale che ha condotto al riconoscimento della necessità di creare azioni di sistema a favore del personale impegnato in un lavoro molto complesso, soprattutto quello a diretto contatto con le persone detenute, spesso portatrici di grande problematicità, con conseguenti possibili ripercussioni anche sula gestione delle criticità operative».

E guardando ai bisogni si è partiti da una diversificazione tra «stress post traumatico, gestione dell’ansia, gestione della frustrazione, elaborazione della conflittualità, demotivazione, gestione della rabbia, risonanza emotiva, logoramento, malessere organizzativo, difficoltà comunicative e distorsioni comunicative e disagio lavorativo legato alla peculiarità di una istituzione ontologicamente totale e totalizzante per l’utenza».

Più in dettaglio faranno parte dei gruppi di lavoro, in tal senso, uno psicologo, un dirigente di polpen, il direttore del carcere, responsabili, comandante ed esponenti delle  maggiori organizzazioni sindacali.

Ma secondo i maggiori sindacati di categoria la situazione, con uno sguardo in particolare al Nisseno, sarebbe in realtà critica. Partendo da una cronica carenza di personale.

E poi ponendo l’accento sulle aggressioni che di recente agenti di polizia penitenziaria hanno subito a Caltanissetta e nei confronti dei quali sarebbero state ad ogni modo disposte visite fiscali nonostante gli stessi sanitari dell’ospedale, ai quali hanno dovuto fare ricorso, avessero certificato la necessità di cure.

Quello dei sindacati, in sostanza è un sguardo molto critico sulla reale situazione che, secondo gli stessi rappresentanti dei lavori di categoria, è poi lontana da misure sulla carta adottate.

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