Home Cronaca Sequestrato, torturato e picchiato: i carabinieri arrestano due “bulli” quindicenni

Sequestrato, torturato e picchiato: i carabinieri arrestano due “bulli” quindicenni

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Caltanissetta – Lo hanno attirato in trappola in un garage per picchiarlo. Lo avrebbero anche torturato e minacciato. Un incubo andato avanti per un’ora e mezza. Per tanto sarebbe rimasto nelle loro grinfie fino a quando, per paura di essere scoperti, lo hanno liberato.

E adesso i due bulli, due quindicenni nisseni – assistiti dagli avvocati Walter Tesauro e Salvatore Candura – sono stati arrestati dai carabinieri su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale dei minori di Caltanissetta.

Sui due quindenni pende, a vario titolo, un ventaglio di contestazioni che va dalla  tortura al  sequestro di persona, dalle minaccie alle lesioni aggravate e, ancora, porto di oggetti atti ad offendere.

Queste le accuse che sono state contestate loro dalla procura per i minorenni di Caltanissetta, sotto il coordinamento del procuratore capo Rocco Cosentino, e per cui sono stati rinchiusi dai carabinieri in un istituto penale minorile.

Nel loro mirino, a più riprese, sono finiti altri ragazzini che vivono nello stesso loro quartiere, alla periferia sud di Caltanissetta.

L’ultimo della serie è stato un tredicenne che, con un pretesto, hanno attirato in un garage. Una volta dentro lo hanno legato mani e piedi a una sedia.

A quel punto hanno iniziato a picchiarlo e seviziarlo. Prendendo a schiaffi, calci, sputandogli in faccia, facendogli paura con un martello e puntandogli anche un coltello al viso e poi gli hanno versato addosso acqua e olio motore mimando pi con un accendino il gesto di volergli dare fuoco.

Solo dopo un’ora e mezza lo hanno liberato.  Quella sorta di agguato sarebbe scattato per il ragazzino si era lamentato di trattamenti simili e che i due bulli avrebbero riservato in precedenza ad altri tre ragazzini del quartiere, suoi amici. Pure loro intimiditi, presi a botte e minacciati con armi. E di questo, il ragazzino poi sequestrato, si era lamentato. Da qui la spedizione punitiva nei suoi confronti

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