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Carabinieri, il colonnello Pascale: «Fieri del nostro lavoro durante i tempi bui della pandemia»

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Caltanissetta – «In ogni piccolo centro, i carabinieri non solo si sono adoperati per far rispettare le misure anti covid, ma sono accorsi in supporto alle persone in difficoltà trasportando medicinali o bombole d’ossigeno, distribuendo tablet alle famiglie per consentire agli studenti la didattica a distanza, assistendo gli anziani nel ritiro delle pensioni o nella prenotazione della vaccinazione… siamo fieri di aver fatto tutto questo e di essere stati utili agli italiani».

Così  il comandante provinciale dei carabinieri in un passaggio del suo discorso per i 208 di fondazione dell’Arma.

«Nel difficile periodo della pandemia cha ha gettato tutti nell’iniziale sconforto nel dover fronteggiare un’emergenza mai fino ad allora verificatasi – ha aggiunto il colonnello Pascale – sono proprio le stazioni carabinieri, nessuna delle quali – per condivisa e partecipata scelta istituzionale – ha cessato le proprie attività, a confermarsi per le comunità prezioso punto di riferimento, affidabile e qualificato, capace di prendersi cura di chi aveva bisogno, attraverso la quotidiana operosità dei suoi carabinieri, pronti, attenti, generosi, consapevoli della necessità di raggiungere ovunque ogni cittadino, perché nessuno si sentisse in quel momento abbandonato. Abbiamo fatto tutto il possibile- ha aggiunto – nessuno di noi ha arretrato di un solo passo, anche in quei momenti in cui venivano trasmesse le drammatiche immagini delle bare trasportate dai camion dell’esercito, immagini che hanno segnato la storia del nostro Paese e che resteranno per sempre impresse nella mente».

Lo stesso comandante provinciale, concentrandosi sul Nisseno, ha posto in evidenza «la straordinaria funzione di prossimità ambientale dell’Arma assicurata, in questa provincia, dalla quotidiana attività svolta dai presidi dislocati in tutta la giurisdizione e dal prezioso e qualificato supporto dei carabinieri forestali del centro anticrimine natura di Agrigento…. la missione verde dell’Arma – è andato avanti – che per competenza e struttura è la polizia ambientale più grande d’Europa, nella nostra provincia, non solo si concretizza nella prevenzione e nella repressione degli illeciti legati all’ambiente, nella salvaguardia della biodiversità e nel controllo della sicurezza dei prodotti agroalimentari, ma anche nella presenza nelle scuole dei carabinieri forestali, impegnati a promuovere tra i giovani l’educazione ambientale, a sensibilizzarli al rispetto della nostra terra e alla salvaguardia delle bellezze naturali del nostro territorio; in poche parole, alla tutela della nostra qualità della vita».

Poi il colonnello Pascale, tra le pieghe del suo discorso, ha ricordato soltanto un paio tra le operazioni che i militari hanno messo a segno negli ultimi dodici mesi.

La prima, in ordine di tempo, «Ikarima» del giugno di un anno fa, sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia, che ha smascherato una organizzazione di nigeriani, con caratteristiche mafiose, attiva nella movimentazione di grosse partire di droga.

A seguire il blitz «Chimera» del settembre scorso, che avrebbe smantellato una famiglia mazzarinese della Stidda e «Ultima fermata» dell’aprile scorso che avrebbe smembrato una rete di spacciatori.

«Tanto è stato fatto, ma tanto ancora c’è da fare, con sempre maggiore impegno e intensità, anche con riferimento ai temi cruciali della tutela dell’ambiente, della tutela del lavoro e della dignità del lavoratore, dell’insidioso mondo delle rete e della violenza sulle donne e giovanile», ha aggiunto il colonnello Pascale.

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