Home Cronaca Cardinale CGIL: “Sale operatorie riaperte entro maggio”

Cardinale CGIL: “Sale operatorie riaperte entro maggio”

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Mussomeli – L’incontro di ieri tra il commissario straordinario dell’ASP 2, ing. Alessandro Caltagirone, e una delegazione di CGIL FP.

Buone nuove dalla Direzione Strategica dell’ASP di Caltanissetta. Se ne fa portavoce l’infermiere Salvatore Cardinale, presente all’incontro insieme ad Alessandro La Marca, coordinatore provinciale sanità CGIL ed Angelo Polizzi, segretario provinciale FP CGIL.

Delle quattro criticità rilevate dai NAS relativamente alle sale operatorie: l’impianto di osmosi obsoleto è già stato rimosso; per le problematiche relative alle porte, è stata incaricata una ditta che, già da domani, con molta probabilità, dovrebbe procedere alla sostituzione; idem per il lavabo che dovrà essere spostato; l’impianto di areazione, in seguito ad ulteriori verifiche, è risultato pressochè a norma.

In sintesi, la riapertura delle sale operatorie è prevista per fine aprile, primi di maggio al massimo.

Mentre gli interventi ambulatoriali di oculistica e chirurgia si potranno effettuare nella ex sala parto, una volta effettuati i lavori -peraltro previsti- di pulizia degli impianti di areazione.

Per il CAL endoscopia si attende consegna di nuove attrezzature, a garantire il servizio sarà il nuovo medico argentino -specializzata in gastroenterologia- e da un medico proveniente da Caltanissetta.

Per la commissione invalidi presso il poliambulatorio, verrà riaperto il bando di reclutamento per consentire di partecipare a quei  medici che non avevano avuto modo di farlo prima.

E’ stata chiesta la modifica delle voci del form della domanda di stabilizzazione del personale precario Covid e, nello specifico, la parte riferita alla richiesta di “prova selettiva” che, di fatto, precluderebbe la stabilizzazione di gran parte dei lavoratori.

Ora, anche in virtù della grande attenzione mediatica del “caso” ospedale di Mussomeli, le aspettative, da parte dell’utenza, sono davvero alte. “Che vengano quantomeno garantivi i servizi ante chiusura. Se non potenziamento almeno non depotenziamento”. Quindi una “marcia indietro” in questo momento storico sarebbe davvero inaccettabile, dopo i disagi per attese e trasferte che i pazienti del vallone stano sopportando da settimane. Proprio ora che l’atavica carenza di personale medico sembrerebbe, in qualche misura, arginata.

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