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«Chiedevano soldi per mantenere i detenuti in carcere», rito immediato per i due sospetti taglieggiatori 

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Caltanissetta – Processo per due imputati accusati di aver chiesto soldi per mantenere i detenuti in carcere. È con il giudizio immediato che la procura ha chiesto che siano processati.

Così per il cinquantasettenne Giuseppe Dell’Asta e il cinquantaquattrenne Giovambattista Vincitore – assistiti dagli avvocati Dino Milazzo e Davide Anzalone – a carico dei quali pendono le ipotesi di estorsione aggravata e autoriciclaggio aggravato in concorso.

Tra un mese e mezzo saranno processati in tribunale per le sospette richieste estorsive girate a un imprenditore dal quale, in prima battuta, avrebbero preteso tremila euro.

Ma, secondo la tesi accusatoria, in poco più di un anno avrebbe versato oltre settantacinquemila euro con bonifici bancari in favore di Vincitore, amministratore della «Clis srl». Soldi che , in teoria, sarebbero stati giustificati come forniture di materiale che, in realtà sarebbero state fantasma.

In prima analisi nel settembre scorso è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare a carico di Dell’Asta, poi a fine novembre è stato emesso un analogo provvedimento nei confronti di Vincitore. Ed entrambi, attualmente, per questa inchiesta sono rinchiusi in carcere.

Secondo la ricostruzione di carabinieri e magistrati, Dell’Asta, per convincere l’imprenditore a pagare, non avrebbe esitato a ricorre alle maniere forti e alle minacce esplicite.

Anche se l’imprenditore che sarebbe stato taglieggiato, le presunte richieste estorsive non le ha mai denunciate. Anzi, le ammesse soltanto quando è stato messo alle strette dagli stessi militari.

Ora, per entrambi gli imputati, la procura di Caltanissetta ha chiesto e ottenuto il giudizio con rito immediato in tribunale.

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