Home Cronaca Cyberbullismo, in tribunale processo simulato degli alunni della scuola «Pirandello» di Milena

Cyberbullismo, in tribunale processo simulato degli alunni della scuola «Pirandello» di Milena

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Milena  – «Ci vediamo in tribunale». È il progetto di educazione alla legalità per le scuole, a cui hanno partecipato gli alunni della «Luigi Pirandello» di Milena, nato da un’idea del dirigente scolastico e giudice onorario del tribunale per i minorenni di Caltanissetta, Carmelo Salvatore Benfante Picogna, e promosso dalla procura e dal tribunale per i minorenni. «Il Cyberbullismo: Responsabilità, Conseguenze e Tutela dei Diritti», il caso proposto nel processo simulato dagli alunni – accompagnati dalla referente del progetto l’insegnante Claudia Nola e dai docenti Maria Terrana e Giovanni Schillaci – in un’aula del tribunale per i minorenni, alla presenza del presidente del tribunale dei minorenni, Umberto Zingales, del procuratore Rocco Cosentino e dello stesso giudice onorario, Carmelo Salvatore Benfante Picogna. «I ragazzi – è stato spiegato – nella realizzazione del copione ha avuto l’occasione di apprezzare l’importanza delle norme giuridiche, capendo, oltremodo, come in questi giorni ha sostenuto anche il Presidente della Repubblica Mattarella, che i giovani non godono solo di diritti e di doveri, ma anche di “responsabilità” nel relazionarsi con gli altri». Gli studenti hanno  anche previsto una voce narrante esterna che ha presentato il caso e, alla fine, è andata oltre la sentenza. Caso che s’è incentrato su una situazione di cyberbullismo, con il responsabile che a un certo punto ha capito il suo errore. Ma nel fragile mondo della ragazza non c’era spazio per la reazione, perché anche la famiglia, distratta da problemi in vista del divorzio, non era in grado di comprenderla. Così la giovane idealmente Cecilia, in un giorno di pioggia, ha poi deciso di farla finita. «Sfortunatamente – è stato evidenziato – sono tante le Cecilie che non reggono alle conseguenze devastanti di un cattivo uso dei social e la società, la scuola, la famiglia, lo Stato devono impegnarsi a promuovere la consapevolezza della gravità di fenomeni, quali il bullismo e il cyberbullismo, e la necessità di un cambio culturale». Poco meno di un ventina gli alunni che hanno dato vita alla rappresentazione scenica di un processo, ossia Raffaella Garrasi presentatrice, Martina Diliberto e Sharon Schifanella la Corte, Mario  Di Marco nel ruolo del pubblico ministero, Giulia Vizzini avvocato della difesa,  Maurizio Randazzo nelle vesti di un maresciallo, Alice Ingrao assistente sociale, Enrico Palumbo ha impersonato il bullo, Ludovica Mancuso la madre, Gioele Palumbo testimone della difesa, Emma  Manta madre della vittima,  Ecaterina Manolache nel ruolo della bullizzata, Greta Monaco, Beatrice Noto, Matilde Fiorucci,  Sara Falletta , Dorotea Cassenti e Benedetta Mancuso Benedetta testimoni della vittima, Verdiana Ferlisi l’ufficiale giudiziario e Anna Pia Vitellaro la voce narrante.

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